Gio. Dic 8th, 2022

Primavera  1963 . Roma , stabilimenti di Cinecittà . Nei giardini adiacenti al teatro di posa numero cinque , il regista Federico Fellini passeggia in compagnia dell’attrice Sandra Milo e dello sceneggiatore e scrittore Ennio Flaiano. Mentre il sole tramonta , cedendo il passo all’imbrunire e un filare di pini marittimi  intorno si popola di lucciole e di cicale , Fellini , porto il braccio alla Milo , si incammina lungo un sentiero , lasciando indietro Flaiano , alle prese con riflessioni malinconiche . “Mo’ Sandraaaa …te non sai da quanto tempo volevo incontrarti !” , esordisce con voce sottile il regista , “Da un paio di mesi sto lavorando con il caro Flaiano al soggetto di un film : la storia di un uomo e del  rapporto conflittuale con le fantasie del suo inconscio …A proposito di fantasie : lo vedi quell’albero , quell’albero lì …dietro c’è uno gnomo …gli gnomi sono creature della notte , vivono in una dimensione parallela alla nostra ed escono solo all’imbrunire …dimmi , dimmi che lo vedi , Sandra!…” . “Ma Federico , veramente io non vedo niente !…” , risponde interdetta l’attrice . “Come non lo vedi ? …è lì , proprio lì , appoggiato  su quel ramo!” , insiste il regista ; “Federico , non  metto in dubbio che questo gnomo ci sia , ma il fatto è che ….io sono un po’ miope e senza occhiali non vedo bene …parliamo del film che stai scrivendo con Flaiano?!…” , replica la Milo , dissuadendolo . “Sì, certo…la pellicola dovrebbe chiamarsi “Ottoemezzo” e io vorrei che tu interpretassi il ruolo di una femme fatale,che popola l’immaginario e i sogni del protagonista , un uomo in conflitto con l’ambiente borghese a cui appartiene …Sì , ma guardalo , guardalo adesso , ti prego Sandra , guarda lo gnomo cosa sta facendo !…”, prosegue ostinato con le sue fantasie il regista. “E va bene , dimmi , dimmi , allora , cosa fa ?…” , lo asseconda la Milo ;  “Si agita , perchè è la prima volta che ti vede! …io vengo qua spesso ,  di sera e ci facciamo certe chiaccherate , ma a te non ti conosce mica , c’è da capirlo, si è spaventato!… ” , riprende Fellini, rivolgendosi alla creatura  immaginaria: “Mo’ , gnomo , gnometto , non preoccuparti , non aver paura!….questa è la “Sandrocchia” , una mia amica!… ” .

“Ero l’oca giuliva , la bella che doveva rimanere muta , l’appariscente bionda che non capiva niente , l’ornamento di un cinema italiano che , salvo rare eccezioni , è sempre stato un feudo maschile” : con queste parole l’attrice Sandra Milo ha raccontato  degli inizi della sua carriera in un’intervista rilasciata nel settembre scorso  al giornalista de “Il Fatto quotidiano” , Malcom Pagani. Salvatrice Elena Greco , questo il vero nome dell’artista , nasce a Tunisi da padre siciliano l’11 marzo del 1933. Cresciuta a Vicopisano , borgo medievale non lontano da Pisa , debutta al cinema nel 1955 , al fianco di Alberto Sordi ,  nel film di Antonio Pietrangeli “Lo scapolo” . Notata dai registi per le forme esuberanti e per la voce da bambina , prende parte a numerose pellicole di genere . Reduce dall’annullamento del primo matriminio , contratto a soli quindici anni con il marchese Cesare Rodighiero , nel 1959 , sposa il produttore cinematografico greco Moris Ergas , reso presto padre di una bambina , Deborah. Tornata sul grande schermo  con le pellicole : “Il generale Della Rovere” di Vittorio De Sica , “Fantasmi a Roma” e “Adua e le compagne” , entrambe di Antonio Pietrangeli   , nei primi anni Sessanta , dopo una stroncatura ricevuta dai critici al Festival di Venezia per l’interpretazione del film di Roberto Rossellini “Vanina Vanini” , tratto dal racconto di Stendhal , incontra il regista Federico Fellini , con il quale intraprende un sodalizio artistrico e una relazione clandestina durata diciassette anni. Femme fatale , sogno proibito di Marcello Mastroianni in “Ottoemezzo” e in “Giulietta degli spiriti” , pellicole  grazie alle quali si aggiudica due premi Nastro d’Argento come “migliore attrice non protagonista” , alterna  a film d’autore commedie all’italiana       (“Frenesia dell’estate”  di Luigi Zampa  , “L’ombrellone” di Dino Risi e “La visita” di Antonio Pietrangeli) e la conduzione di trasmissioni televisive del primo canale Rai , quali   “Studio Uno” e “Sabato sera” . Separatasi nel frattempo dal produttore Ergas e , risposatasi con il chirurgo Ottavio De Lollis , da cui ebbe i figli Ciro e Azzurra , all’inizio degli anni Settanta interrompe la carriera cinematografica per dedicarsi alla famiglia . Ritornata sulle scene nel 1982 con apparizioni in pellicole minori (“Grog” di Francesco Laudadio e “Cenerentola ’80” di Roberto Malenotti) , tralascia il cinema per dedicarsi alla televisione in veste di presentatrice dei programmi pomeridiani di Rai Due   “Piccoli fans” e “L’amore è una cosa meravigliosa” . Vicina al segretario e leader del PSI  Bettino Craxi , conquista le prime pagine dei rotocalchi rosa per via della sua relazione con quest’ultimo . Vittima di uno scherzo telefonico in cui una voce femminile anonima le annuncia in diretta il coinvolgimento del figlio Ciro in un incidente stradale , (scherzo ripreso in seguito  da trasmissioni satiriche come “Blob”),  nel 1991 lascia l’azienda radiotelevisiva di Stato per approdare alle reti  Fininvest , ereditando da Enrica Bonaccorti la conduzione del quiz “Cari genitori” . Scomparsa nuovamente  dal piccolo schermo per un breve periodo , nel 2001 partecipa come opinionista al programma di Rai Uno “La vita in diretta” e , nelle vesti di attrice , alla serie  Mediaset “Ma il portiere non c’è mai?” . Interprete nel 2003 del film di Pupi Avati “Il cuore altrove” , fra il 2005 e il 2010   concorre  in gara nei reality show “Ritorno al presente”“L’isola dei famosi”).  Compiuti ottantatré anni   , continua a calcare  i palcoscenici  dei teatri italiani con  le commedie:  “8 donne e un mistero”  di Arnoldo Petri , “Il Club delle Vedove”  di Caterina Costantini, “La vita è una cosa meravigliosa”, di Fausto Massa  e “Last Minute”  di Silvio Giordano . A chi le chieda se le pesi recitare ancora alla sua età , risponde fiera : “Nient’affatto ! , posso recitare anche in due spettacoli nello stesso periodo . Ho una gran memoria e gli impresari si sorprendono : “Allora è brava!” , esclamano basiti . Io ho smesso di offendermi . Forse il mio destino è questo : stupire a ogni costo” .