Lun. Ago 8th, 2022

Il primo appuntamento elettorale per le regionali è quello umbro. Qui è stata formata la prima lista civica col PD come esperimento per il futuro. Tutto ruota intorno all’accordo di governo, che ha visto il M5S allearsi con il suo nemico politico. Dopo l’Umbria ci sono appuntamenti elettorali che tolgono il sonno sia al PD sia al M5S. Parliamo di regioni come l’Emilia Romagna, Calabria, Puglia, Campania.  Regioni molto importante per l’assetto politico anche in ambito governativo. In queste regioni bisogna fare delle scelte decise.

La regione che preoccupa di più è la Campania, dove c’è un governatore che non ha nessuna intenzione di farsi da parte e punta dritto al secondo mandato. Qui però gli attriti col M5S sono forti e De Luca rischia di rimanere all’angolo. La prima sciocchezza l’ha fatta telefonando al consigliere del M5S Malerba, cercando di trovare una mediazione. Invece di chiedere un patto per la Campania ai diretti interessati, cioè Zingaretti e Di Maio, De Luca ha cercato di aprire una trattativa tutta personale.

De Luca sa che il suo partito vive un momento difficile dopo l’uscita di Matteo Renzi, quindi cerca di trovare in chiunque l’alleato perfetto. Purtroppo la questione delle alleanze periferiche è divenuta questione nazionale, e molte delle scelte arriveranno sicuramente dall’alto e non saranno tutte scelte fatte nei territori.  La gestione delle regioni costituisce, infatti, un tassello ineludibile della nuova alleanza di governo tra Pd e 5 Stelle. Quindi anche nel locale saranno i leader nazionali a ristabilire l’ordine. È chiaro che i vertici dei due partiti di sinistra, M5S e PD, cercheranno di usare lo schema “civico” usato in Umbria, ricorrendo a personalità di grande livello estranee all’impegno politico con i partiti. Quindi De Luca non potrebbe in nessun modo essere il candidato governatore del nascente schieramento di sinistra PD-M5S.  

Ma forse prima di tirare le somme bisogna attendere la decisione di Beppe Grillo. E sì, finora le maggiori scelte politiche del movimento sono state fatte dal fondatore a partire dall’alleanza di governo, che è tutto frutto di una scelta verticistica e per niente decisa dalla base del movimento. Quindi è ancora presto per dire che De Luca è morto politicamente. Una scelta di tagliere fuori il governatore campano uscente, potrebbe dare a Renzi l’opportunità di scendere in campo e dare man forte a De Luca. In questo caso il PD e il M5S rimarrebbero spiazzati e indeboliti da una scelta del genere. La Campania diventerebbe un banco di prova anche per Italia Viva qualora il PD decidesse di scaricare De Luca. Insomma, forse è meglio aspettare cosa decide Grillo prima di iniziare trattative che al momento non stanno in piedi. Solo Grillo deciderà per il bene della Campania e del M5S!!!