Lun. Mar 4th, 2024

Il rispetto del terzo grado di giudizio deve essere un pilastro per il futuro del nostro paese. Oggi il M5S ne sta facendo invece carta straccia, e ad ogni indagine apre una campagna propagandistica che non fa bene alla nazione, vedi caso Siri e tanti altri casi di assoluzione nel terzo grado di giudizio nei confronti di ex parlamentari. Quel terzo grado di giudizio può dare giustizia all’accusato come può definire del tutto le colpe. Bisogna smetterla nel far credere che tutti sono dei criminali prima che un processo inizi. Come non è più tollerabile che le indagini durino un’eternità demolendo la vita delle persone.

Ed ecco che ancora una volta dobbiamo scrivere di indagini lunghissime, avvilenti, dove la magistratura mette in luce tutte le sue lagune iniziali, per poi essere corrette in sentenze di assoluzioni. È il caso dell’ex parlamentare Lorenzo Diana: dopo quasi quattro anni di indagini, la Procura chiude con la richiesta di archiviazione il fascicolo aperto nei confronti dell’ex parlamentare Lorenzo Diana con l’accusa di concorso esterno in associazione camorristica. Non ci furono collusioni, dunque, fra il clan dei Casalesi per uno dei politici più impegnati sul fronte antimafia, costretto a vivere sotto scorta per oltre due decenni.

Diana dapprima deputato e poi senatore con Pds, Ds e Ulivo per tre mandati tra il 1994 e 2006, si è difeso con l’assistenza dell’avvocato Francesco Picca con un lungo interrogatorio in Procura e depositando una dettagliata memoria. Il pm Maurizio Giordano e il procuratore aggiunto Luigi Frunzio hanno accolto la sua tesi, ora manca solo il timbro del gip.

Questa magistratura ha bisogno di essere riformata, non è accettabile avere una sentenza con dei tempi biblici da far svilire chiunque. Diana ha dovuto sopportare come altri l’onta diffamatoria che l’ha travolto. Non si può essere vittime prima del sistema mediatico e successivamente di quello giudiziario. Se questa giustizia è malata, deve atuo-riformarsi, perché c’è di mezzo la vita delle persone e non è tollerabile che alla fine l’innocente passi per un criminale.