Dom. Set 25th, 2022

La sentenza, di cui riferisce La Repubblica e riportato da Tgcom 24, arriva a dieci anni dalla scoperta dello scambio in culla di due bambine partorite il 22 giugno 1989 nell’ospedale di Canosa. Una di loro, Caterina (che credeva di aver partorito la bimba chiamata Lorena e invece era la mamma di Antonella) dovrà essere risarcita per 215mila euro, così come il marito, mentre 81mila euro andranno all’altro figlio, “per non aver potuto vivere compiutamente la relazione parentale”. La madre – ricostruisce il quotidiano – l’ha abbandonata da piccola, il padre l’ha maltrattata al punto da farla finire in orfanotrofio e poi in adozione. Meno difficile la vita dell’altra bambina, Lorena, che ha avuto un rapporto difficile con i genitori. La scoperta della loro vera identità risale al 2012, guardando delle foto su Facebook e notando delle somiglianze tra donne che non avevano alcun legame. I sospetti vengono confermati l’anno successivo con il test del DNA che rivela che Antonella è figlia di Caterina e Lorena di Loreta. Condannata a pagare è la Regione Puglia che valuta se ricorrere in Appello contro la sentenza di primo grado.