Lun. Nov 28th, 2022

LAMEZIA TERME- Le indagini, svolte dai carabinieri di Gizzeria Lido, sono nate dopo un controllo, effettuato durante un servizio di prevenzione, dell’indagato, fermato a bordo un un’auto fatiscente insieme al figlio di 9 anni. Il sospetto dei militare ha portato ad una macabra scoperta all’interno di una baracca fatiscente.

I carabinieri, dopo che l’uomo si rifiutava di dare spiegazioni, hanno avviato indagini fino a scoprire che un bambino di 9 anni, insieme alla sorellina di 3 anni e alla loro madre vivevano in una piccola baracca fatiscente, priva di illuminazione e di servizi, situata nelle campagne di Gizzeria. La scena che si presentata davanti ai militari è stata a dir poco tragica: una ambiente angusto, insalubre, infestato da topi e insetti, con servizi igienici ricavati nei secchi della spazzatura e letti in cartone.

I militari non hanno perso nemmeno un minuto ed hanno trasferito la donna e i due bambini immediatamente in località protetta. Qui sono stati scoperti ulteriori retroscena raccapriccianti. L’uomo ha tenuto segregato la donna, una rumena di 29 anni, già badante della moglie poi deceduta, per oltre dieci anni. Prima in varie case e poi nella baracca fatiscente dove è stata trovata. La donna è stata sottoposta ad ogni forma di violenza, fisica e sessuale, dalla quale sono nati due figli, di 9 e 3 anni. Per l’uomo, un italiano di 52 anni, è scattato il fermo disposto dalla Procura  ed eseguito dai carabinieri della Compagnia di Lamezia Terme. L’accusa è di maltrattamenti in famiglia, riduzione in schiavitù e violenza sessuale pluriaggravata. Dalle indagini è emerso che l’uomo alcune gravi lesioni provocate alla donna, anche alle parti intime e anche durante la gravidanza, erano state suturate con una lenza da pesca direttamente dall’uomo.