Dom. Set 25th, 2022

MILANO- Questa è un Italia che non mi piace più. Di immigrati parla tutto il mondo. Si creano lì meglio mortacci loro per i rifugiati, ma per gli italiani non si fa niente. Siamo arrivati ormai alla somma delle vergogne. La storia che segue è il risultato delle nefandezze di una politica che non raccoglie le difficoltà dei cittadini italiani, ma ogni cosa ruota intorno agli immigrati perché sono business economico a vantaggio di coop e associazioni.

Ha 62 anni e soffre di cuore. Ha avuto un infarto, è cardiopatico. Non solo: è senza lavoro e senza casa. Ma il governo invece di aiutarlo pensa ai migranti che sbarcano in Italia. Questa è la storia di Gianfranco Tomé è di quelle che fa indignare. Come riporta il Giorno, l’uomo dopo 39 anni di lavoro è stato licenziato. La crisi economica lo ha portato in strada. Nemmeno la malattia ha smosso le autorità a trovargli una sistemazione.

Siamo dinanzi ad un italiano povero contro gli migranti, che arrivano sul nostro territorio ed ottengono tutto. Per gli immigrati ci sono alberghi e comunità. Le prefetture requisiscono anche strutture alberghiere per dare ospitalità agli immigrati, ma se si tratta di trovare una sistemazione ad un italiano che sta in difficoltà non esiste nulla.

“Per i profughi ci sono alberghi e comunità. Per me, che ho 39 anni di onesto lavoro e una patologia cardiaca, c’è solo la strada”, ha detto Gianfranco al Giorno. Gianfranco non ha più nulla. I Servizi sociali di Sesto cui ha chiesto una casa o un letto non gli sono stati di aiuto. Poi sono arrivate la panchina e l’infarto. “Il mio cuore, già malato dopo che per 30 anni ho fatto la guardia giurata di notte, non ha retto alla vita di strada – racconta al Giorno -. Sono disperato, frustrato e stanco. Dopo 39 anni di lavoro e un’invalidità del 75 per cento non ho nemmeno diritto alla pensione. Ora mi dicono che devo aspettare i 67 anni. Intanto non ho nemmeno i soldi per mangiare!”.