Dom. Mag 22nd, 2022

Si continua a fare proclami su proclami, ma la sostanza non arriva. C’è chi ha percepito i 600 euro, chi no, chi ha percepito la cassa integrazione, chi no. Chi figli chi figliastri. Purtroppo lo stato deve prima vedere chi gli presta i soldi e poi paga. Ma le cose nere devono ancora arrivare. Settembre-ottobre possono essere i mesi che disegneranno lo scenario esatto per la nostra nazione. Entrambi i mesi possono dare la lettura esatta del collasso economico per la nostra nazione.

Se lo stato non incassa, non avrà soldi. Essendo questo il momento più delicato per l’economia italiana, a conti fatti, proprio settembre e ottobre, quando lo stato deve studiare una nuova manovra finanziaria e deve fare i conti in cassa, si può delineare lo spettro di un collasso economico dovuto principalmente alla mancanza di incassi per via della crisi economica che impedisce i cittadini di onorare alle tante richieste di pagamento da parte dello stato e dei comuni. In questo momento sia i cittadini sia le imprese non sono in grado di onorare alle varie tasse da pagare, quindi il mancato incasso è il preludio del fallimento, non solo per lo stato, anche le famiglie e le stesse imprese saranno trascinate in un vortice di difficile risoluzione. Di sicuro lo stato e i comuni non possono adottare strumenti di uno stato di polizia per ottenere le tasse, la stragrande maggioranza degli italiani non ha soldi, lo stato se ne faccia una ragione.

Anche se si tende a nascondere la realtà, essa non è di quelle promettenti. Già prima gli italiani vivevano una situazione precaria, con l’epidemia tutte quelle negatività stanno emergendo dando un quadro molto più nitido dell’economia italiana. Le difficoltà ci sono, purtroppo si continua a camminare con una macchina che ha il motore in panne, ma prima o poi ci lascia a piedi.