Dom. Ago 14th, 2022

ROMA- Quante volte abbiamo scritto da queste colonne che la riforma del lavoro non avrebbe dato nessun frutto positivo se non momentaneo, perché gli sgravi fiscali una volta finiti avrebbero determinato disoccupazione, ed ecco che oggi l’inps ci dà ragione: a gennaio sono stati attivati 156.794 nuovi contratti a tempo indeterminato, a fronte di 119.075 cessazioni: secondo i dati dell’Osservatorio Inps sul precariato una variazione netta di 37.719 unità, che rappresenta un calo del 58% rispetto a gennaio 2015. Per le assunzioni a tempo indeterminato si registra un calo consistente rispetto a gennaio 2015, primo mese di esonero contributivo totale: con 156.794 attivazioni comprese le trasformazioni a gennaio 2016 si registra una riduzione del 31,4% rispetto alle oltre 228.000 del gennaio 2015. Per il 2016 la legge di stabilità prevede che lo sgravio contributivo sia solo biennale e per il 40% dei contributi. Quindi secondo una nostra opinione i disoccupati nel 2016 aumenteranno, perché le imprese senza sgravi fiscali, tenendo conto della crisi economica e dei consumi in rallentamento, perdurerà. Nel 2015 le assunzioni a tempo indeterminato, comprese le trasformazioni da contratti a termine fatte con l’esonero triennale dei contributi previdenziali, sono state pari a 1.547.935, quasi i due terzi del totale (il 63,3%), secondo i dati Inps riportati nell’Osservatorio sul precariato. Il boom delle assunzioni stabili si è registrato a dicembre, ultimo mese utile per avere l’incentivo “pieno”.