Lun. Ago 15th, 2022

ROMA- I nomi che circolano in queste prime ore dall’inizio della campagna elettorale per le politiche, disegnano un quadro impietoso che non è altro che la ricopia di un passato già abbastanza disastroso. Nomi ben conosciuti che hanno occupato le poltrone dorate del parlamento italiano, e i risultati sono quelli che si vivono quotidianamente, fatti di un paese che non funziona in nulla e che ha ingenti difficoltà diventate quasi insuperabili.

Nonostante ciò i partiti storici hanno aperto un nuovo libro dei sogni ripresentandosi come il nuovo che avanza, portando la cospetto degli elettori le stesse promesse del passato, segno che nulla è stato fatto. Sono partite le promesse a più non posso. Promesse che come già successo in passato sono state irrealizzabili. C’è da dire che stanno promettendo cose anche futili pur di catturare l’ingenuità dell’elettore per accaparrarsi il voto.

Alcune delle promesse sono anche utili per il paese, come ad esempio flat tax presentata da Silvio Berlusconi. In effetti l’Italia ha bisogno di svoltare immediatamente e solo con una riforma piena sulle tasse lo può consentire. Ma il dubbio è se la proposta è realizzabile, perché promettere va bene, ma realizzare è tutt’altra cosa. Naturalmente i sostenitori di questa riforma garantiscono piena copertura all’operazione, derivante soprattutto dall’aumento di gettito prodotto da una minore evasione, poiché ci sarebbe un meccanismo più equo e giusto per tutti.

Ma non è solo una questione che riguarda il centrodestra, sono tutte le forze in campo che stanno proponendo soluzioni che hanno comunque un costo per le casse dello stato. Si parla di quasi 137 miliardi di euro il costo stimato se si realizzassero tutte le promesse che stanno circolando in queste ore. Si è aperto un libro dei sogni che se realizzato porterebbe l’Italia fuori dal pantano. Ma questo purtroppo è successo già nel passato: si è aperto il libro dei sogni e poi si è gettato via qualche ora dopo la fine della campagna elettorale, ed oggi l’Italia deve scegliere ancora in base a promesse che sono state fatte nel passato.