Mer. Lug 6th, 2022

Il miracolo economico avvenuto ai primi decenni della Prima Repubblica e caratterizzato da una forte crescita economica e sviluppo tecnologico dopo l’iniziale fase di ricostruzione, si è spento intorno agli anni duemila. Nei tre anni che intercorsero tra il 1959 ed il 1962, i tassi di incremento del reddito raggiunsero valori da primato: il 6,4%, il 5,8%, il 6,8% e il 6,1% per ciascun anno analizzato. Il settore industriale, nel solo triennio 1957-1960, registrò un incremento medio della produzione del 31,4%. Il miracolo economico non avrebbe avuto luogo senza il basso costo del lavoro. Gli alti livelli di disoccupazione negli anni 1950 furono la condizione perché la domanda di lavoro eccedesse abbondantemente l’offerta, con le prevedibili conseguenze in termini di andamento dei salari. Il potere dei sindacati era fiacco nel dopoguerra e ciò aprì la strada verso un ulteriore aumento della produttività. A partire dalla fine degli anni 1950, infatti, la situazione occupazionale mutò drasticamente: la crescita divenne notevole soprattutto nei settori dell’industria e del terziario.

Alcuni cenni che hanno portato il nostro paese fuori dalla fame puntando tutto sulla produzione. Pochi ostacoli per chi faceva impresa, e senza un sindacato asfissiante, l’Italia riuscì a puntare tutto sulla produzione facendo sì che la crescita fu un percettore per tutti. Il problema è venuto dopo, quando a fare da padrona, specialmente a metà anni novanta, la macchina produttiva inizia a mettere il rallentatore. L’invasione prepotente della finanza nazionale e internazionale ha fatto il resto, mettendo a rischio tutto quello che si era riuscito a costruire. Oggi siamo giunti al punto che la produzione sembra essere diventata un diversivo e non la sostanza. Proprio il collasso della produzione ha portato alla crisi occupazionale. Il problema oggi insiste, e i governi fanno debiti per sopravvivere, i cittadini vengono indirizzati verso il debito e non la produttività. Abbiamo sostituito la produzione con la finanza, facendo gli interessi di banche e grandi gruppi finanziari, fino ad arrivare al punto da creare l’illusione ottica che si può vivere senza produrre. Non è così, nessuno può vivere senza produrre, la produzione è l’unica sostanza per far crescere una nazione. Creare lavoro serve agli esseri umani per vivere. Ciò può avvenire solamente se c’è un grande tessuto produttivo. La finanza fa solo morire le nazioni e i cittadini.