Sab. Dic 3rd, 2022

ROMA- Mancano tre domeniche al referendum costituzionale. Un referendum che segna la svolta nella politica italiana. A votare sono gli italiani, a fare proclami sono i politici. Di mezzo c’è l’incertezza su una riforma che contiene parecchi punti di cui gli italiani non sono a conoscenza. Punti che possono mettere a rischio la democrazia, soprattutto tolgono al cittadino il potere di sovranità in merito al diritto di votarsi i senatori come già avviene oggi con le province dove al suo interno vanno eletti nei consigli comunali ma che vengono scelti dalla stessa politica.

Il referendum altro non é che un voto pro o contro il Governo. Con la vittoria del Sì Renzi sentirebbe le sue forze decuplicarsi, quindi legittimato a pretendere un secondo mandato da premier dal suo partito. Un discorso che fila e metterebbe definitivamente all’angolo molti uomini e donne del suo partito, portandoli all’estinzione definitiva. Un gioco molto caro a Renzi, che vuole liberarsi di tutte quelle anime che oggi lo contrasto nel PD.

La contropartita alle ambizioni di Renzi arriva chiaramente dalla vittoria del NO, che a questo punto lo metterebbe alla berlina obbligandolo a dimettersi e ricorrere subito alle elezioni anticipate o al massimo alla costituzione di un nuovo governo per condurre il paese alle elezioni del 2018. Lo scenario di un plebiscito del No spaventa non di poco Renzi e il PD, anche perché i NO sono compatti e vedono in campo tutte le opposizioni. Va anche detto che chi oggi appoggia Renzi come Alfano, Verdini e gli uomini di scelta civica, non hanno più un elettorato che li segue, quindi il Si è ridotto drasticamente alla forza elettorale  maggiormente del PD. Mancano tre domeniche, di sicuro la campagna referendaria si inasprirà nelle ultime due settimane, in palio c’è il prosieguo politico di Renzi e, tutto sommato, anche del PD. Dall’altro c’è invece una rinascita delle opposizione con in testa il M5S, che a questo punto potrebbe davvero caldeggiare l’ipotesi di strappare il governo del paese dalle mani dei vecchi partiti e politici.