Gio. Feb 2nd, 2023

ROMA – Liberi Uguali ha messo un generali al comando con tutti colonnelli intorno che comandano più del generale. Per la sinistra si prospetta un nuovo flop simile a quello uscito fuori alle ultime elezioni politiche con Ingroia. L’errore? Forse non c’è, perché è la sinistra che non cattura più interesse da parte degli elettori, più proiettati verso un domani moderno e liberale.

L’ex presidente del Senato non tira, non scalda i cuori della sinistra, non è un trascinatore di folle, non ha l’oratoria da comizio. Questo già è un grosso errore per chi deve convincere gli elettori a votarlo. Non lo era nemmeno Ingroia, e il risultato lo sappiamo tutti. Già dalle composizioni delle liste Grasso non ha avuto voce in capitolo, ed è rimasto quasi ai margini soffocato dalla leadership dei colonnelli. Il problema è che anche i colonnelli non ricevono consensi da parte dell’elettorato di sinistra.

Ieri è arrivato anche lo schiaffo di Prodi a dare un’ulteriore mazzata a Liberi Uguali. Un partito che è nato proprio dalla fusione gelida tra Sinistra italiana, Possibile di Pippo Civati e gli scissionisti del Pd, tutte personalità politiche che fanno della sinistra la bandiera ma non hanno spessore all’interno dell’elettorato di sinistra. Ma nemmeno Massimo D’Alema e Pier Luigi Bersani tirano più di tanto, quindi la strada è veramente tutta in salita per Liberi Uguali. Anche Laura Boldrini può rappresentare per la nuova formazione di sinistra un handicap di non poco conto, perché nei cinque anni alla presidenza della camera ha attirato intorno a se più antipatie che vanti.

Il problema principale rimane Grasso, che non funziona come valore aggiunto e quindi tutto sembra essere più complicato del previsto. A Liberi Uguale per emergere servirebbe un dieci per cento, ma al momento i sondaggi non vanno oltre il sei per cento.