Mar. Ago 9th, 2022

ROMA- Si fa sempre una grande discussione intorno all’evasione fiscale, ma mai si dice la verità. In effetti l’evasione non è altro che una conseguenza delle troppe tasse. Se oggi, dopo la venuta dell’euro, siamo arrivati ad una pressione fiscale reale che si avvicina al 70% è del tutto scontato che chi può cerca di scappare all’estero. Anche perché i poveracci non possono scappare, e quindi sono i più soggetti a rischio, chi invece ha ingenti somme di denaro l’escamotage per fuggire lo trova sempre.

Ma sia il poveraccio sia il riccone, sono soggetti vittime di un sistema fiscale asfissiante. Il mio calcolo è sempre semplice: chi guadagna un milione di euro l’anno rischia di dover dare alle istituzioni 700mila euro del dichiarato, quindi è scontato che cerca in tutti i modi di evadere o fuggire all’estero. Stesso discorso per chi guadagna di meno. Quindi finché non si arriva ad una pressione fiscale ragionevole l’evasione esisterà sempre.

Si parla sempre di rientro dei capitali dall’estero, ma alla fine sono sempre pochi quelli che aderiscono. Nelle casse dello Stato sono entrati circa 3,8 miliardi di euro, gettito creato dagli oltre 59 miliardi e 500 milioni di euro rientrati e da 129 mila domande. Le verifiche da parte del Fisco delle singole posizioni sono ancora in corso e andranno avanti per tutto l’anno. Ma si pensa a un altra edizione, che potrebbe riguardare gli stessi contribuenti che l’anno scorso hanno riportato i capitali da paesi con un fisco più favorevole. Però c’è sempre il problema che chi rientra rischia di veder assottigliarsi il capitale poichè piano piano i soldi andranno a finire nelle casse dello stato, perché vengono tassati continuamente, quindi a molti di loro non conviene. Sarebbe meglio rifare la riforma fiscale del nostro paese, e riportarla al 23% del 2002, data prima che entrasse in vigore l’euro, che poi ha portato la pressione fiscale al 70%.