Lun. Ott 3rd, 2022

Fidarsi della politica non è tanto facile. Se analizziamo quello che è successo con le vacanze estive, c’è veramente poco da fidarsi, anzi, c’è molto da preoccuparsi. Riaperture delle frontiere, spiagge super affollate, discoteche aperte, movide con assembramenti pazzeschi, tutto lecito per salvare la stagione estiva. In queste ore, però, tremano i polsi a tutti con il ritorno dei contagi. Tutto è stato sottovalutato. Sono scomparsi i controlli che c’erano durante la quarantena. Quando tutti erano chiusi in casa i controlli erano ferrei, quando tutti erano liberi non c’è stato un controllo, ognuno poteva fare quello che voleva.

Ora siamo alle porte dell’appuntamento elettorale. Il gregge va lasciato libero per assicurare lo svolgimento delle elezioni. A meno di un mese dal voto, il governo e le stesse regioni, non hanno studiato un protocollo di prevenzione per far svolgere le elezioni in piena sicurezza.  Il protocollo ci vuole, poiché è l’intera nazione che deve muoversi per andare al voto. Si vota per il referendum. Poi in alcune regioni ci sono le elezioni regionali e comunali.

Come si svolge il rito del voto con una epidemia ancora in corso? Molte domande sono lecite. Cosa succede nella cabina elettorale una volta che una persona è entrata? Quando esce ci sarà la sanificazione? La matita è monouso o uguale per tutti come prima? Chi sanifica gli ambienti dopo un numero di elettori entrati nel seggio? Oltre a queste domande, la procedura può essere talmente lenta tanto da scoraggiare gli elettori a recarsi nei seggi. Si possono creare file interminabili dovute ad una serie di rallentamenti durante lo svolgimento del voto, che di sicuro vanno gestite per garantire il distanziamento sociale. Insomma, ci sono una serie di procedure che finora ancora nessuno ha detto come attuarle. Se i contagi saranno sempre in salita, è chiaro che gli elettori alle urne non ci vanno proprio.