Mer. Mag 18th, 2022

Sia il caso che la UE la smettesse di inviarci le solite letterine di saluti. Siamo stufi dei soliti ricatti di un soggetto politico che nessuno riconosce, se non quelli che l’hanno creato. Noi con l’euro siamo diventati poveri, non ci servono le letterine, ma come uscire dalla povertà.

Il debito che abbiamo è stato fatto in passato, non possiamo continuare a correre dietro ad un mostro uguale al cancro.

L’Italia ha bisogno di lavoro per uscire dalla crisi, ciò vuol dire che lo stato italiano deve investire affinché si possa rimettere in moto la macchina produttiva.

Se gli italiani non lavorano il debito cresce. Non ci vuole uno scienziato per capirlo. Dobbiamo fare il contrario, altrimenti non puoi assumere medici negli ospedali, non puoi assumere poliziotti, non puoi assumere giudici, non si assume nelle scuole, non si assume nelle imprese, non si aprono nuove imprese, quelle che ci sono fuggono all’estero.

Come stato siamo obbligati a non ascoltare l’Europa, il paese è nostro e dobbiamo essere noi a farlo ripartire. La UE è un qualcosa di oscuro che non ci appartiene, ci siamo entrati dentro solo perché qualcuno contro la nostra volontà ci ha condotto verso il baratro, distruggendo le aspettative di tutti, soprattutto dei giovani. Siamo poveri, non possiamo ascoltare l’Europa