Dom. Mag 29th, 2022

Una situazione che ore dopo ore si fa sempre più delicata. Al momento sembrerebbe che i casi positivi sono 49, tutti asintomatici, ma possono mettere a rischio anche buona parte della città di Mondragone.

Un gruppo di bulgari residenti ai palazzi Ex Cirio ha protestato uscendo fuori dalla zona rossa istituita nell’area. Ci sono stati momenti di tensione, per fortuna le forze dell’ordine sono riuscite a riportare dentro gli stranieri. Si tratta in massima parte di cittadini bulgari residenti in quattro dei cinque palazzoni diventati zona rossa. Con non poca fatica si sta cercando di trasferire i pazienti risultati positivi presso il Covid Hospital di Maddaloni. Attualmente sono diciannove i pazienti ricoverati ma mancano all’appello tredici di loro, cui si aggiungono i nuovi positivi, mentre mancano altri positivi che non si riescono a rintracciare e si ipotizza che abbiano fatto perdere le tracce per timore di perdere il lavoro.

La regione Campania sta facendo il possibile per tenere sotto controllo la situazione. E di poche ore fa la notizia diffusa dallo stesso governatore de luca per la richiesta dell’esercito. “Questa mattina – ha comunicato De Luca – ho avuto un colloquio con il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese in relazione alla zona rossa istituita negli ex palazzi Cirio di Mondragone. Ho chiesto l’invio urgente di un centinaio di uomini delle forze dell’ordine per garantire il controllo rigoroso del territorio. Il Ministro ha annunciato l’arrivo di un contingente dell’Esercito”.​

Anche le opposizioni iniziano ad alzare al voce.  “Quanto sta accadendo a Mondragone con la rivolta in strada dei bulgari è la dimostrazione che alcune comunità sono state autorizzate ad essere fuorilegge – lo dice il consigliere regionale della Lega Giampiero Zinzi – Avevamo avvertito De Luca del fatto che gli stranieri che sarebbero stati impegnati a lavorare nelle campagne in estate dovevano essere controllati. Venimmo tacciati di razzismo e di non aver capito le parole del governatore. Adesso, a distanza di due mesi, ci troviamo di fronte ad un focolaio con la comunità bulgara in strada e i mondragonesi chiusi in casa. Ora De Luca non prende più il lanciafiamme”?