Mar. Mag 24th, 2022

Solo il comparto turistico, con tutta la filiera che gli ruota intorno, è collassato completamente. È l’unico, il resto è solo manfrina all’italiana. Il turismo ha avvertito il sentore della crisi già a metà gennaio. Quando in Cina è iniziata a circolare la notizia dei contagi da covid-19, il settore turistico italiano ha iniziato a sentire puzza di bruciato, prima lentamente, poi le fiamme hanno avvolto tutto. A inizio febbraio per gli alberghi e vari settori recettivi come gli agriturismo, arrivano le prime disdette delle prenotazioni. Ormai il turismo internazionale non era disposto a spostarsi. Nelle grandi città, e parliamo di fine  febbraio, gli alberghi iniziavano a ridurre il personale. A inizio marzo molte strutture recettive lasciavano a casa il personale. Le strutture rimanevano aperte, ma in sostanza all’interno c’erano soltanto il direttore, il resto tutto vuoto. A inizio marzo la catastrofe avvolge anche l’Italia, e il turismo muore del tutto.

In questo paese di tante chiacchiere, l’unico settore che ormai ha visto sul serio la morte lavorativa, e solo questo, per il resto non è così. Il settore turistico non ripartirà in tempi breve. Ci vorranno perlomeno dai 12/18 mesi. Anche quando si allenta la morsa dei contagi, il turismo continuerà a rimanere fermo. Dopo la Pasqua è già compromessa anche la stagione estiva, difficilmente si potrà andare al mare come abbiamo fatto finora. Sarà difficile assembrarsi nelle località turistiche come prima. Sarà difficilissimo che il resto del mondo possa muoversi per venire in Italia, ormai la pandemia è dappertutto. Anche noi come Italia, per evitare contagi di ritorno, dobbiamo tenere chiuso gli arrivi dall’estero per un pò di tempo. Chi continuerà a risentire della crisi economica da coronavirus ancora per molto tempo è solo il turismo.