Mar. Lug 5th, 2022

NAPOLI-Essere determinati ed avere le idee chiare,  non essere sprovveduti ed avere intuito innovativo, sono gli elementi per fare impresa. In Italia è sempre più costoso e difficile potersi realizzare in proprio, richiede tempo e spesso si depongono le armi,  ci si arena ancor prima di cominciare. C’è un luogo in cui l’imprenditoria non soffre ma al contrario,  sembra prosperare e decollare. Una realtà che sempre più italiani scelgono di concretizzare per poter esaudire il loro sogno nel cassetto: il Regno Unito. In particolare Londra, una città dove si entra in contatto con una società aperta a tutte le etnie e le religioni, dove si coniugano libertà di espressione e  di pensiero per l’incontro di diverse culture, dove l’idealismo si traduce in pragmatismo. Chi arriva a Londra lo fa per motivi più svariati che spaziano dallo studio al lavoro, ed è proprio l’atteggiamento mentale che fa la differenza! Eccellere rispetto alla concorrenza e credere nelle proprie potenzialità. Un esempio significativo è rappresentato da Marco Napolitano, giovane avvocato napoletano che, nella città cosmopolita ha fondato con altri soci Mister Lasagna. Di cosa si tratta ? Una catena di ristoranti che, pur rispettando la tradizione italiana, si adatta alle esigenze del cliente di ogni parte del mondo.

La diversità culturale è stato un punto di forza o un elemento ostativo?

Penso assolutamente che la diversità culturale  sia un punto di forza. Gli inglesi, ma in generale i turisti, sono molto attratti dalla cucina italiana e da tutto ciò che è italiano, quindi è sicuramente stato un punto di forza. Il buon cibo, la qualità del servizio, la disponibilità dello staff sono delle peculiarità del nostro modo di porci nei loro confronti. A Londra, dove la concorrenza nel campo della ristorazione è veramente spietata, avere uno staff socievole ed amichevole che faccia sentire il cliente come a casa,  serve sia a fidelizzare il cliente stesso, ma anche ad esempio con Mister Lasagna, a far parlare di noi.

Cosa blocca lo spirito imprenditoriale in Italia?

Lo spirito imprenditoriale viene bloccato sicuramente dalla eccessiva complessità del sistema burocratico italiano.

Ovviamente all’estero si vive in un regime di tassazione molto più accettabile , dove le elusioni o le evasioni non sono frequenti quanto in Italia, proprio in virtù del fatto che una tassazione appropriata con percentuali non troppo elevate, viene pagata da tutti senza esclusione.

È un serpente che si morde la coda. Da un lato non si facilità l’attività imprenditoriale in Italia tanto che migliaia di ragazzi lasciano il nostro paese e decidono, come abbiamo fatto noi con Mister Lasagna di non investire per il momento in Italia, dall’altro ci si lamenta del fatto che in Italia non c’è lavoro.

È ovvio che, se nessun imprenditore ritiene di investire capitale in Italia anche nessuno di coloro che potrebbero lavorare per lui avranno occupazione.

Cosa le manca della sua Napoli quando è all’estero?

Se dicessi il cibo ed il sole sarebbe sicuramente banale, ma questi sono degli elementi che alla lunga incidono molto, sopratutto su coloro che sono nati in una città di “sole” come Napoli. Quello che manca tanto vivendo all’estero è il legame con la famiglia e con tutti gli amici che si devono lasciare per intraprendere un’attività all’estero. Fortunatamente, avendo interessi imprenditoriali anche in Italia “Il Covo degli Angioini”, è necessario che io sia spesso sia in Italia che a Londra.

Quindi sento relativamente poco la sensazione di tristezza e malinconia che provano tutti coloro che incontro quotidianamente all’estero.

Progetti per il suo futuro? Consiglia ai giovani di emigrare?

Il mio futuro lo vedo tanto concentrato su Napoli per le mie attività presenti qui come il Covo degli Angioini, ma anche su Londra, perché comunque tutte le operazioni che stiamo portando avanti vanno seguite.

Da qualche mese sto lanciando un nuovo brand di abbigliamento gym/casual/fitness

“Be Bomber”, fino a questo momento ho chiuso degli accordi di sponsorizzazione con i principali locali di alcune città italiane, sono in trattativa con altre località estere. Questa è la fase di lancio, una fase molto delicata che va affrontata con molta calma.

Il mio consiglio ai giovani è di studiare, di imparare bene la  lingua del paese dove decideranno di andare e di vivere all’estero per fare esperienza e perfezionarsi in qualsiasi campo abbiano interesse.

Chi è l’imprenditore oggi?

Penso che l’imprenditore di oggi non sia l’imprenditore del passato. L’imprenditore di oggi deve essere connesso con tutto ciò che lo circonda, non si deve soffermare sulla propria città e sul proprio business locale, ma deve guardare avanti, deve viaggiare per rendersi conto di tutto ciò che accade intorno a lui. Deve guardarsi intorno per aprire la propria mente  ed importare nuove idee e nuove conoscenze. Solo viaggiando, investendo tempo nella “social life” si può formare l’imprenditore di oggi. Quindi il mio consiglio è semplice: “hai qualche idea, qualche sogno..? Credici, fai le valige e parti, lascia l’Italia, magari non per sempre, ma vai all’estero e prova a realizzare tutto quello che vuoi, poi chissà, magari tornerai in Italia come imprenditore formato“.

Il nostro paese ha una grande storia rispetto a tutti gli altri, ma questo lo rende anche molto vecchio e privo di quell’energia che è necessaria oggi!

di Sabrina Ciani