Sab. Dic 3rd, 2022

Dicembre 2019. Napoli. Alla vigilia di Capodanno, il compositore, pianista e cantante, Stefano Bollani, in città per il concerto del Veglione, in piazza del Plebiscito, nel quale si esibirà con un tributo in onore di Carosone, si appresta ad essere insignito della cittadinanza onoraria  dal sindaco della città, de Magistris. Recatosi presso la sala della Giunta di Palazzo San Giacomo, luogo della cerimonia, prende posto,  in attesa dell’arrivo del primo cittadino, quando viene attirato dal chiacchiericcio di alcuni invitati, seduti nei posti retrostanti. “Tere’, ma tu lo sai chi è questo “Bolloni”?…”, domanda il Cavalier Crocetta, arzillo ottantenne, alla sua governante, che, incredula, risponde: “Come chi è?…Cavalie’,ma voi che dite?…proprio voi che siete così colto, non conoscete “Bollani”?…Eh, quello è un grande pianista, un compositore…ed è pure simpatico…ogni tanto appare in qualche trasmissione televisiva!…”. “Tere’,  ma che hai detto?…’O compositore, ‘o maestro di musica che va in televisione?…Uh, e che ci va a fare?…No, non è possibile, non si è mai sentito!…la musica, specie quella Classica, è una cosa…la televisione e il varietà sono un’altra!…”, ribatte il Cavaliere, prontamente rintuzzato dalla governante: “Uh, cavalie’, ma voi da me che volete?…io vi ho detto quello che so…se non ci credete, andate a verificare…Comunque, stasera, il sindaco gli dà la cittadinanza onoraria…quindi!… Bravo è bravo, vi dovete rassegnare!…”. “Tere’, “rassegnare”?, addirittura?…Tere’, ma a me che me ne importa!…Io dicevo così, per dire, perché sono stato abbonato per trent’anni al Teatro San Carlo…e, modestamente, di musica, quella vera, quella seria, io me ne intendo!…”, difende le sue ragioni il Cavalier Crocetta, continuando: “Che poi, io vorrei sapere perché il sindaco gli conferisce la cittadinanza…quali sarebbero questi meriti?…Io lo sapevo che la serata era noiosa, se non fosse stato per la presentazione della mostra di presepi dei maestri artigiani, che si apre dal 1 gennaio a San Gregorio Armeno, io qua, satasera, non ci sarei proprio venuto!…”. “Scusi, Cavaliere, se mi intrometto!…”, lo interrompe Bollani, prendendo la parola  e , invitando la governante con un cenno del capo a non svelare la sua identità, “Voi siete troppo rigido nei vostri giudizi…Ma se questo “Bollani” non lo conoscete, non lo avete mai sentito suonare,come fate a dire che non è bravo ?…”. “Ah, no,no, caro signore, qui c’è un errore…io non ho mai detto che non sia bravo…io dico solo che un vero musicista suona in teatro e non in televisione!…”, argomenta Crocetta, inclazato da Bollani: “Caro Cavaliere…ma voi lo sapete che questo Bollani è un ammiratore di Carosone, “Renato Carosone”…e che all’età di undici anni gli inviò una cassetta dove aveva registrato le sue canzoni suonate e cantate da lui?… Ed è per questo, perché è un grande estimatore di Napoli  e della sua musica,  che verrà insignito dal sindaco della cittadinanza….Negli anni Cinquanta, anche Carosone  suonava in televisione, eppure era diplomato in pianoforte al Conservatorio, era un musicista, come dite voi: “serio”…infatti, forte dei suoi studi, del talento e del suo coraggio nell’innovare , rivoluzionò la canzone classica napoletana, contaminandola con le sonorità del blues e dello swing, provenienti dall’America…Carosone capiì che la musica è un universo senza pregiudizi e che un vero musicista è aperto a tutte le sonorità e disponibile a dare il suo contributo in ogni ambito…anche in un varietà televisivo!..La musica, Cavalie’, non ha censo:  non è nè alta né bassa, né colta né ignorante…è solo buona o cattiva!…”.

“Mio padre trovò l’indirizzo della casa discografica di Carosone, la “Lettera A”. Così , mi misi all’opera e realizzai la mia prima cassetta per lui. Non credevo ovviamente che mi rispondesse, e invece… Mi scrisse: “Qualsiasi cosa tu voglia fare nel campo della musica, studia il blues, che è alla base di tutto”. Allora frequentavo le scuole ad indirizzo musicale di Firenze”. Così, il compositore, pianista e cantante Stefano Bollani, in un’intervista del 2019, in occasione della cerimonia, svoltasi a Napoli, a Palazzo San Giacomo, per il conferimento della cittadinanza onoraria. Nato a Milano il 5 dicembre 1972, da Roberto e Maddalena, l’uno di origini milanese e,l’altra di origini venete, cresce a Firenze, dove i genitori si trasferiscono per lavoro, e dove, all’età di sei anni, intraprende lo studio del pianoforte. Iniziato a quindici anni a esibirsi in modo professionale, approfondisce la ricerca sulla musica Jazz con Luca Flores, Mauro Grossi e Franco D’Andrea. Poi, diplomatosi al Conservatorio Luigi Cherubini , sotto la guida del maestro partenopeo Antonio Caggiula, allievo di Paolo Denza,  dopo un’esperienza come musicista nelle tournée dei cantanti Raf e Jovanotti e nel gruppo pop-rock “La forma”, composto ,tra gli altri, da Irene Grandi, si afferma come musicista, partecipando all’Umbria Jazz e a numerosi Festival  e manifestazioni, tra cui il Festival di Montreal e  l‘Umbria Jazz, e ,suonando su palcoscenici prestigiosi come quello del Teatro alla Scala di Milano. Tuttavia, la svolta arriva nel 1996 con la collaborazione, mai interrotta, con il trombettista e compositore,Enrico Rava, con cui realizza tredici album , tra i quali: “Tati”, “The Third Man” e “New York Day” e tiene un centinaio di concerti. Nel 1998, inciso insieme con il cantautore Massimo Altomare il suo primo album, “Gnosi delle fanfole”, su testi dell’omonimo libro di Fosco Maraini, partecipa al disco “TenderLee for Chet” del sassofonista Lee Konitz, vincendo il premio come “miglior nuovo talento”, indetto dalla rivista “Musica Jazz“. Poi, pubblicati nuovi dischi: “Mambo italiano”, registrato con il contrabbassista Ares Tavolazzi, “L’orchestra del Titanic”, con la formazione omonima,composta da Antonello Salis, Riccardo Onori, Raffaello Pareti e Walter Paoli e “Abbassa la tua radio”, omaggio alla musica leggera italiana degli anni Trenta e Quaranta, insieme con i Solisti dell’Orchestra della Toscana, prende parte all’album “Passatori” del fisarmonicista francese Richard Galliano. Numerose, nel primo decennio del Duemila, le collaborazioni con musicisti come Hector Zazou, Giovanni Sollima, Elliot Sharp, Zeena Parkins, Sainhko Namcyrhiclack, e con gruppi e canatutori di musica Pop come: Elio e  le Storie Tese, Samuele Bersani, Daniele Silvestri, Massimo Ranieri, Jhonny Dorelli, Luciano Pavarotti, Andrea Bocelli, Paolo Benvegnù, Joe Barbieri, Bandabardò e Irene Grandi, con cui nel 2012 incide il disco “Irene Grandi e Stefano Bollani”. Produttore artistico e arrangiatore dell’album del cantautore Bob Rondelli “Disperati intellettuali ubriaconi”, con cui vince il Premio Ciampi, per l’etichetta francese Label Bleu, realizza i dischi: “Les fleurs bleuses“, omaggio allo scrittore Raymond Queneau, registrato in trio  con Scott Colley e Clerence Penn, “Smat smat”,indicato dalla rivista inglese “Mojo” come uno dei migliori album jazz dell’anno,  “Concertone“, disco per trio jazz e orchestra sinfonica, con Paolo Silvestri come arrangiatore e direttore dell’Orchestra Regionale Toscana e “I visionari”, con tra gli ospiti: Mark Feldman, Paolo Fresu e Petra Magoni, divenuta poi sua moglie e dalla quale ha i figli Frida e Leone.  Ideatore e direttore artistico, fra il 2013 e il 2017, della rassegna Vivere Jazz Festival di Fiesole, realizza gli album: “Big Band!“,con la NDR Big Band di Amburgo diretta  e arrangiata da Geir Lysne, disco vincitore dell’ECHO Preis’2013, “Joy In Spite of Everything”, album dell’anno per la rivista “Musica Jazz”, Sheik Yer Zappa“, live dedicato alla musica di Frank Zappa, “Arrivano gli alieni“, nel quale si cimenta anche come cantautore, e “Napoli  Trip“, in collaborazione con i musicisti: Daniele Sepe, Manu Katché e Jan Bang e “Mediterraneo”, registrato dal vivo a Berlino con Josper Bodilsen, Morten Lund, Vincent Peirani e con i membri della Berliner Philarmoniker, su arrangiamenti di Geir Lysne. Pubblicato nel maggio 2018 “Que Bom“, primo disco della sua etichetta, l’Alobar, registrato a Rio con ,tra gli altri, Caetano Veloso e Joao Bosco, a distanza di due anni, nel 2020, incide “Piano Variations on Jesus Christ Superstar”,omaggio al musical di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice. Cimentatosi anche nella scrittura, pubblica romanzi e saggi : “La sindrome di Brontolo”, edito da Baldini e Castoldi Dalai, “Parliamo di musica” e “Il monello, il guru, l’alchimista e altre storie di musicisti“, pubblicati da Mondadori e “Dialoghi tra alieni, conversazioni su universi vicini e lontani“, edito da Trigono, senza farsi mancare neppure l’esperienza come autore di programmi radiofonici(“Dottor Djembè”, in onda su Radio Rai 3) e televisivi  (“Sostiene Bollani“, trasmissione di Rai Tre, vincitrice del premio “Ideona” dell’Associazione Autori Radio Televisivi e “L’importante è avere un piano”, in onda su Rai Uno e condotto insieme con l’attrice Valentina Cenni, sposata nel 2019,dopo la separazione da Petra Magoni). Ospite del Festival di Sanremo 2013, insieme con Caetano Veloso, nel gennaio 2020 inaugura ufficialmente su Rai Uno, con Gigi Proietti, l’anno di Matera capitale europea della Cultura. In seguito, partecipato allo spettacolo teatrale “Guarda che luna!”, scrive le musiche per le pièce di Lella Costa, dirette da Giorgio Gallione: “Alice: una meraviglia di paese”e “Amleto e Ragazze“, per “Antigone” di Cristina Pezzoli, messa in scena al Teatro Greco di Siracusa, e per “Wonderland” di Daniele Ciprì. Co-autore e attore dello spettacolo teatrale “La regina dada”, realizzato insieme a Valentina Cenni, si esibisce come solista con orchestre sinfoniche come la Gewandhausorchester di Lipsia, la Concertgebouworkest di Amsterdam, la Filarmonica della Scala di Milano el’Orchestra Santa Cecilia di Roma, al fianco di direttori come Riccardo Chailly, con il quale registra “Rhapsody in Blue” di Gershwin, e compone tre concerti per pianoforte ed orchestra: “Concertone”, “Concerto azzurro” e “Concerto Verde”. Fortemente legato al Brasile, incide “Carioca”, insieme ai più importanti musicisti brasiliani, e collabora con Hamilton De Holanda e Chico Buarque. Vincitore di numerosi premi, quali: “Carosone” e “Gonfalone d’Argento” , insignito di onorificenze come il titolo di Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, nel 2019  ottiene la cittadinanza onoraria  di Napoli. In onda di recente con la trasmissione “Via dei Matti n°0″, in onda su Rai Tre e condotta insieme con Valentina Cenni, di sé ha detto: “Già al Conservatorio il mio intento era quello di fare Jazz. Il mio insegnante era aperto. Mi chiedeva: “Le piace, Bollani , questo passaggio di Beethoven?” E io: “Veramente, preferisco Scott Joplin”. Era contento, però mi bocciava: “Così continua a venire a lezione”. Diceva che avevo talento,ma non rispettavo le regole. Il segreto è improvvisare. La vita è una. Servillo nella “Grande bellezza” dice: “Non ho più tempo per fare quello che non mi va”. E’ un principio che dovrebbe valere da quando uno nasce”.