Mar. Nov 29th, 2022
annarita amoroso

A partire dal 2016 tutti gli stranieri che decideranno di percorrere le autostrade tedesche saranno costretti a pagare il pedaggio, si tratta di una assoluta novità per il paese tedesco, nel quale l’accesso ai servizi autostradali è sempre stato totalmente gratuito.

Anche i residenti in Germania pagheranno l’autostrada, ma loro potranno riscattare l’intero importo versato in autostrada con uno sconto sul bollo dell’auto. Questo provvedimento è stato il cavallo di battaglia dei cristiani-sociali bavaresi, il partito gemello della Cdu del cancelliere Angela Merkel, durante la campagna elettorale, ed ora è pronta per entrare in vigore, dopo una messa a punto del ministro dei Trasporti, Alexander Dobrindt.

Questo provvedimento, si calcola, che porterà nelle casse dello stato circa 500 milioni di Euro, utilizzati per ammodernare l’intero impianto autostradale e tutti i servizi annessi. Ma a rovinare la festa ci pensa una studentessa italiana, Annarita Amoroso.

Secondo quanto pubblicato da Metropolisweb.it, il tutto è nato dopo aver appreso la notizia del pedaggio in autostrada obbligatorio agli stranieri in visita in Germania: “E’ iniziato tutto per gioco. Ho letto di questa scelta, mi sono documentata e ho deciso di intervenire”. 

Annarita Amoroso denuncia “l’abuso di posizione dominante da parte della Germania e la violazione degli articoli 18, 26, 102 e 120 del Tfue” accusando Dobrindt di aver violato il “divieto di discriminazione fondato sulla nazionalità applicato alla libera circolazione delle persone e delle merci”.

La 27enne non credeva che la sua petizione sarebbe stata ufficialmente registrata e ritenuta ricevibile dalla presidentessa della commissione petizioni Cecilia Wilksrom: “La commissione ha avviato l’esame della petizione e ha deciso di chiedere alla commissione europea di svolgere un’indagine preliminare sui vari aspetti del problema”.

Ad appoggiare la petizione di Annarita Amoroso è stata anche la commissaria ai trasporti dell’Unione Europea, Violeta Bulc: “Un sistema di pedaggio può essere in linea con la legislazione europea solo se rispetta il principio fondamentale di non discriminazione. Abbiamo seri dubbi che sia così, alla luce dei testi di legge. Vogliamo, quindi, agire rapidamente attraverso una procedura di infrazione per chiarire i nostri dubbi nell’interesse dei cittadini europei”.

In sostanza la Germania ha creato una norma che fa acqua da tutte le parti ed ora è costretta a rispondere in maniera documentata ai tanti dubbi della commissione entro la fine di agosto rischiando di dover dire addio a milioni e milioni di euro.