Mer. Lug 6th, 2022

Non si può continuare a fare politica sulla pelle delle persone, specialmente quando si parla di misure a sostegno della povertà. Il reddito di cittadinanza è uno di questi. Dalla sua attuazione col Governo Conte, di cui Matteo Salvini era ministro ed ha firmato il provvedimento così com’è stato approvato, ha dato sostegno a più di due milioni di persone entrate in difficoltà economiche, permettendogli di poter mangiare, pagare bollette e spese mediche. Quindi il provvedimento, seppur con tanti buchi, è stato un toccasana e non certamente un provvedimento sbagliato. Che si possa migliorare, nessuno lo esclude, ma ad arrivare a dire che deve essere abolito è fuori luogo.

Ora i due leader del centrodestra, Giorgia Meloni e Matteo Salvini, rischiano di cadere proprio sul reddito di cittadinanza. Hanno intrapreso una crociata contro il reddito e sono pronti a dare battaglia per farlo cancellare o modificare.

“Lo sviluppo e il lavoro sono i mezzi per liberare la gente dalla povertà, non il mantenimento con la paghetta di Stato per rendere i cittadini dipendenti dalla politica”. Tuona Giorgia Meloni tornando ad attaccare la norma che, a suo parere, “è stata una grandissimo fallimento”. “Noi la povertà vogliamo combatterla davvero non mantenerla tale e quale”, osserva la Meloni.

Sulla stessa lunghezza d’onda Matteo Salvini: “L’ impegno è presentare, in sede di Bilancio, un emendamento a mia firma, in cui chiederemo di rivedere o cancellare il reddito di cittadinanza. Non è un attacco a qualcuno: è che sono 10 miliardi di euro che hanno creato solo lavoro nero. Non funziona. La misura bisogna modificarla in modo tale da essere richiesta solo da chi non può lavorare, per il resto dobbiamo cancellarla”.