Dom. Nov 27th, 2022

Ormai abbiamo toccato il fondo. Se facciamo i conti, siamo giunti a quasi quindici anni che nel nostro paese si parla soltanto di immigrazione. Stare dalla parte di chi soffre è un sacrosanto dovere di ogni essere umano. Su questo non ci piove. Un conto però è difendere la vita delle persone, un altro è quello di voler accogliere tutti in nome dell’umanità. Se veramente teniamo all’umanità senza ipocrisia, cerchiamo di eliminare quelle sacche di sofferenza che si trovano in molti paesi dell’Africa e nei paesi dove la repressione è pane quotidiano.

Invece il discorso migranti si è concentrato esclusivamente sull’accoglienza a tutti i costi, nascondendo la verità. Sulle fughe di esseri umani c’è un business di svariati miliardi di euro. Soldi che vanno agli scafisti, alle coop che devono dare assistenza sul territorio nazionale, alle associazioni, insomma, tutto quello che occorre per garantire a questi disperati di avere ciò che gli serve per sopravvivere anche nel nostro paese. Inoltre l’impegno massiccio di uomini delle forze dell’ordine, che anche loro hanno un costo enorme. Fiori di miliardi di euro che il nostro paese deve sborsare in attesa che qualcuno venga incontro alle esigenze economiche che servono per sostenere questa fuga di massa.

Chiaramente gli immigrati quando arrivano da noi sperano e sognano una vita migliore. Purtroppo non è così. Solo per alcuni la vita migliora, per la stragrande maggioranza la vita peggiora. L’Italia non è il paese della cuccagna, ci sono tantissime difficoltà che già gli italiani non riescono ad affrontare, figuriamoci  loro.

Altro tema delicato, che tutti sottovalutano per mera propaganda politica, è il discorso di chi rimane. L’analisi giusta è che una parte minima riesce a fuggire, ma la stragrande maggioranza rimane a soffrire. Su questa parte tutti i media, gli attori politici, gli attori che lucrano intorno all’immigrazione, oscurano affinché al cittadino non arrivi quello che succede nei paesi da dove si fugge.

Gli scafisti hanno diffuso la voce che in Italia, una volta arrivati ottieni tutto, è chiaro che i più fortunati sono tentati a provarci. I primi che incassano sono proprio gli scafisti che fanno pagare a peso d’oro il viaggio, si parla di 2000-3000 euro per ogni viaggio a persona. Una volta in Italia, però, l’aspettativa non è quella raccontata, e per molti di loro, quasi la totale maggioranza di chi arriva, l’Italia si presenta un paese che non ha nulla da offrire. Chi resta, invece, continua a vivere torture, violenze, soprusi di ogni genere, carestia, povertà, infine guerre e dittature. E non sono i cinquanta che si trovano su una barca, ma sono i milioni e milioni di essere umani che rimangono avvolti nella sofferenza.

Per loro non c’è nessun attore che scende in campo per difenderli. Non esiste nessun tipo di sostegno concreto da parte di istituzioni internazionali. Per questi soggetti dell’affare politico esistono soltanto i cinquanta su un gommone, poi non vedono più nulla. La disperazione resta nei paesi di appartenenza, chi fugge è un fortunato, poiché ha avuto la possibilità di pagare gli scafisti, chi questa fortuna non ce l’ha continua a difendersi e difendere la sua patria da solo.