Sab. Mag 21st, 2022

Confindustria lancia l’appello al governo di sinistra PD-M5S-LEU di tassare il contante per combattere l’evasione. La verità è che l’80% dell’evasione sta in alto e nelle mani delle mafie, ma tutti vogliono tassare dove fa comodo per vincere facile. Confindustria propone un limite di 1500 non tassabile dopodiché una tassa del 2% sui prelievi in contanti.

L’aspetto più inquietante è che si vuole togliere la libertà di fare quello che si vuole, nel rispetto delle leggi, di quello che si guadagna e spenderlo liberamente come si desidera. L’uso della moneta elettronica è solo un favore che si fa alle banche e ai grandi gruppi finanziari. Il comune cittadino sarebbe solamente penalizzato da una misura del genere.  

In un’economia con poca evasione si usa poco contante, però non è che tassando il contante si riduca l’evasione. Se uno mette una tassa del 2% sul prelievo, queste vengono aggirate comodamente. L’evasione non dipende soltanto dall’uso del contante al consumo, gran parte dell’evasione avviene senza contante, semplicemente manipolando i bilanci delle imprese.

Oggi il problema principale è che non c’è lavoro. Un tempo il lavoro dipendente era al 60% del pil, adesso rappresenta il 40% la sperequazione di prelievo è altissimo. La soluzione è spostare la tassazione dal lavoro al capitale, ma anche in questo caso si potrebbe avere l’effetto contrario, e quindi una fuga in massa delle imprese italiane all’estero. L’unico modo per combattere l’evasione è un’aliquota unica di Iva al 16%, così si può avere un recupero di evasione di 10 miliardi. Come pure diminuire le tasse alle piccole imprese e commercio, può essere la ricetta giusta per evitare l’evasione. Perché molta dell’evasione spicciola è un disperato tentativo di sfuggire al 70% di tasse nel reale che i contribuenti italiani sono costretti a dare allo stato e a tutte le altre istituzioni locali. In questo modo si capirebbe pure chi seriamente sono i veri evasori che, come detto, stanno molto ma molto in alto e non certamente tra quelli che devono sopravvivere nella giungla del fisco italiano.