Lun. Ott 3rd, 2022

Il popolo italiano per eccellenza è l’unico popolo che per l’80% è proprietario di case. Nel resto d’Europa le cose non vanno cosi. La casa per gli italiani, purtroppo, è diventata un cappio sempre appeso al collo. Ogni volta che lo stato italiano ha bisogno di soldini tassa la casa degli italiani. Ma non solo stato, anche gli “affaristi” della UE e del FMI, chiedono di tassare la casa. Insomma, tutti vogliono fare cassa sui sacrifici degli italiani.

Ieri è arrivato il consiglio del Fmi che ha suggerito al governo di tassare la prima casa: “Tagliare il cuneo fiscale e tassare la prima casa. È importante anche un allargamento della base fiscale, compresa una lotta all’evasione e all’elusione dell’Iva, evitando i condoni fiscali e razionalizzando la spesa fiscale”, si legge nel report. Il Fondo monetario a questo punto sottolinea i “rischi di recessione” per il nostro Paese puntando l’attenzione ancora una volta sullo spread “ballerino”: “Gli stimoli fiscali messi in campo dal governo «potrebbero momentaneamente stimolare la crescita, anche se il forte aumento dello spread potrebbe mitigare tali eventuali effetti benefici nel breve termine e potrebbe provocare un ulteriore indebolimento della crescita nel medio termine”.

Quindi ci danno dei suggerimenti per come tassare gli italiani che, in questo momento, sono in una situazione disgraziatamente difficile e non sanno come pagare le tante tasse che già ci sono. La casa è diventato il bancomat di questi poteri forti, una sorta di sportello sempre aperto dove andare a prelevare quello che gli serve. A questo punto agli italiani non resta che consegnare le chiavi delle loro case allo stato e liberarsi di questo inferno che ruota intorno alla casa. Gli italiani non lavorano, e questi vogliono altre tasse.