Ven. Ago 19th, 2022

La Corte di Strasburgo ha avviato il processo contro il Governo italiano per la situazione nella cosiddetta ‘Terra dei fuochi’. La Corte ha accolto in via preliminare i ricorsi ricevuti da cittadini e associazioni che denunciano la violazione dei loro diritti alla vita e al rispetto della vita famigliare, sanciti dalla convenzione europea dei diritti umani. I ricorrenti sostengono che lo Stato non abbia preso misure per ridurre il pericolo, nonostante fosse consapevole del rischio reale e immediato.

Il processo arriva oggi, ma chi sono i processati? Questa verrà capito più in là, poiché al momento è lo stato italiano, quindi l’attuale governo, a dover rispondere alle domande della corte europea. La Corte chiede una serie di informazioni per poter poi decidere se i ricorsi sono effettivamente fondati e in caso affermativo quali violazioni siano state commesse. E richiede informazioni sulle indagini condotte per individuare i responsabili dei reati ambientali e quali risultati abbiano portato. Spetta ora al governo fornire le prove per dimostrare che ha fatto tutto il necessario per proteggere i cittadini. L’accusa all’Italia era di aver violato l’articolo 2 della Convenzione europea dei diritti umani in cui è stabilito che “il diritto alla vita di ogni persona è protetto dalla legge”. I ricorrenti chiedevano anche di condannare le autorità italiane per il mancato rispetto dell’articolo 10 della stessa Convenzione, quello che sancisce il diritto a essere correttamente informati. I ricorsi pervenuti a Strasburgo sono stati 3.500 nel 2014.

È un primo passo verso quella giustizia sociale che non è mai giunta ai cittadini campani da parte delle istituzioni italiane. Il territorio non è tutto inquinato, ma ci sono sacche che invece richiedono interventi urgenti come le bonifiche mai partite. È chiaro che ora qualcosa dovrebbe muoversi, il condizionale è d’obbligo, perché in tutti questi anni di promesse ne sono state fatte a iosa, ma mai sono arrivate sul serio.