Lun. Ott 3rd, 2022

E pensare che dicevano che i tumori erano legati alle cattive abitudini o stile di vita dei territori martoriati dai tumori. Anni di battaglie che non hanno prodotto nessun risultato in termini di bonifiche. Ma oggi arriva una soddisfazione, se pur magra, ma sempre un risultato positivo per una terra mortificata dal potere.

C’è una “relazione causale”, o anche di “concausa”, tra la presenza di siti di rifiuti incontrollati nei comuni napoletani e casertani ricompresi nella Terra dei Fuochi e l’insorgenza di alcune patologie, come il tumore alla mammella, l’asma, varie forme di leucemie e malformazioni congenite. L’ipotesi degli scienziati è stata confermata dal rapporto conclusivo frutto dell’accordo che la Procura di Napoli Nord stipulò nel giugno 2016 con l’Iss.

Il report che lo attesta è stato illustrato on-line dal procuratore Francesco Greco, dal presidente dell’Iss Silvio Brusaferro e dal procuratore generale di Napoli Luigi Riello. Per Brusaferro “è necessario sviluppare un sistema di sorveglianza epidemiologica integrata con dati ambientali nell’intera Regione Campania e in particolare nelle province di Napoli e Caserta, così come nelle altre aree contaminate del nostro Paese, in modo da individuare appropriati interventi di sanità pubblica, a partire da azioni di bonifica ambientale”.