Dom. Ago 7th, 2022

La foto d’immagine è Villa Literno, nel cuore della provincia di Caserta. E questi sono 4390 tonnellate di pneumatici fuori uso abbandonati in due mesi, recuperati e ora il consorzio Ecopneus potrà ora utilizzarli, trasformarli in materia prima e dare così linfa alla filiera imprenditoriale dell’economia circolare.

Una discarica abusiva e abbandonata che poteva essere incendiata per smaltire illecitamente i rifiuti, con conseguenze per la salute e l’ambiente inimmaginabili – così il ministro dell’ambiente Sergio Costa.
Sto lavorando per combattere i roghi che in tutta Italia, Nord incluso, stanno avvelenando le nostre città e gettando nella disperazione migliaia di cittadini, preoccupati spesso giustamente, dell’aria che respirano.

Lo sto facendo percorrendo due direttrici: innanzitutto un continuo, costante, contatto con le forze dell’Ordine e le prefetture. Si stanno impegnando a fondo ma non basta. L’ho già detto: servono più arresti, più controlli e più sequestri.
Se i rifiuti vengono stipati oltre la capienza prevista i depositi vanno svuotati. Coinvolgerò in questa fase gli altri colleghi del Governo perché tutte le forze di polizia concorrano con il massimo della potenza possibile e tutta la filiera sia posta sotto controllo.
Ma i muscoli non bastano. Solo Caserta ha 262 impianti sotto controlli. In tutta Italia, sono migliaia.
Per questo stiamo lavorando anche su un altro fronte: trovare uno sbocco commerciale a questa massa enorme di rifiuti. Solo così potremo prevenire gli incendi. Non c’è utilità a incendiare materiale che abbia un valore commerciale.

Per questo ho già formato una commissione mista, pubblico-privata, per sburocratizzare le tante questioni che frenano l’economia circolare e l’impresa sostenibile. Non basta aumentare la raccolta differenziata, ora bisogna incrementare il riciclo.
Stiamo scrivendo la legge Terre dei Fuochi, come ho già detto. Sarà un testo robusto e complesso che prevederà misure severe per chi commette reati ambientali sul territorio, e anche preventive: creeremo una banca dati nazionale sulle imprese a rischio ambientale e quegli imprenditori dovranno versare delle fideiussioni, esigibili e certe, non come accade oggi, a garanzia della propria impresa. Perché dobbiamo prevenire che ci siano altri roghi e nello stesso tempo non accada mai più che un rogo tossico resti impunito