Gio. Set 29th, 2022

ROMA- A ridosso da un anno dal sisma che scosse il centro Italia, aprendo una fase che sembrava interminabile, ed ha portato alla demolizione di interi paesi. Un anno di promesse mai mantenute dai governi Renzi e Gentiloni. Chiacchiere su chiacchiere che alla fine hanno prodotto chiacchiere. Sono state portate via dai luoghi del terremoto solo l’8% delle macerie.

Stando ai dati riportati dal quotidiano “La Repubblica”, nel Lazio la rimozione delle macerie è cominciata solo a novembre: portate via 98mila tonnellate su un milione, in Umbria 3.700 su 100mila; in Abruzzo 10mila su 100mila. Ancora peggio va nelle Marche, dove i lavori per la rimozione sono iniziati solo ad aprile e dove sono state raccolte 65mila tonnellate di macerie su un milione. Ci sono ritardi nella realizzazione delle soluzioni abitative di emergenza e nella rimozione delle macerie. Ci sono enormi ritardi per dare soluzioni ai cittadini dei paesi colpiti dal sisma che danno la misura di come lo stato italiano dinanzi alle tragedie dimostra le sue incapacità.

Nei paesi terremotati, come sempre, si sono spese tonnellate di parole, ma nessuno ha rimosso le tonnellate di macerie. La politica, gli uomini dei partiti, dimostrano ancora una volta che sulle disgrazie sono buoni solo a speculare, a ricercare anche sulle tragedie i voti. Ma nel concreto non fanno mai quello che spetta alla politica, risolvere il problema. A distanza di un anno ancora non si riesce a ripartire.