Ven. Feb 3rd, 2023

ROMA- La protezione civile l’aveva detto dal primo momento che non gli serviva nulla. Ma la macchina della solidarietà è partita ugualmente, ma questa volta, a differenza delle altre volte, non serviva, perché le condizioni di disagio sono state superate dalla stessa protezione civile.

Dalla protezione civile fanno sapere che servono fondi economici e non aiuti alimentari e di altro genere. Nemmeno l’acqua non è un problema. Per la protezione civile è importante avere fondi a disposizione, e quando si andrà più avanti qualsiasi saranno i bisogni delle persone terremotati loro potranno fare acquisti.

Infatti per la protezione civile è necessario fare il quadro ben preciso della situazione, per capire dove sistemare le persone in vista dell’inverno.

I vari campi allestiti dalla protezione civile nei paesi più colpiti dal sisma ospitano circa 2.000 persone, un numero inferiore di quello dell’Aquila, dove gli sfollati furono circa 60mila. In questo terremoto la situazione è ben diversa e i paesi distrutti sono circoscritti e comunque con pochi abitanti e quindi i bisogni sono di gran lunga inferiori agli altri terremoti.

I viveri ci sono in abbondanza, ed è un peccato dover dopo buttare tutto perché arrivano a scadenza. Come anche il vestiario ha bisogno di un trattamento igienizzante prima di poterlo distribuire alle persone, a meno che non si conosca preciso l’origine e quindi non usati. Chiaramente la stessa protezione civile dovrebbe fare un chiarimento affinché la macchina della solidarietà, in questo caso, si fermi. Perché è chiaro che non bisogna fermare lo spirito degli Italiani ad essere pronti ad aiutare chi è in difficoltà in queste occasioni. Questo terremoto è diverso dagli altri e bisogna farlo capire a chi si sta prodigandosi per aiutare chi ha perso tutto.