Dom. Set 25th, 2022

ROMA- Ci sono due aspetti che spesso mi irritano. Il primo, ogni qualvolta c’è una strage la polizia dice che il terrorista era conosciuto alle forze dell’ordine. Secondo, quelli che uccidono vite innocenti nel nostro continente, sono figli di questo occidente. Due aspetti delle carneficine che lasciano amarezza.

L’aspetto più increscioso è il secondo, perché chi ha commesso le stragi, sono figli di persone che sono fuggite e accolte in Europa, ma le loro proli non si sono mai integrate e il rancore-odio nei confronti di chi ha ospitati i loro genitori, è diventata l’arma per uccidere. L’accoglienza c’è stata, ma è mancata l’integrazione piena che doveva portare all’amore per la terra che l’ha cresciuto.

Il dubbio, che in futuro possiamo aspettarci di tutto. Finora duecentomila persone hanno varcato la soglia dell’Europa. Sono tante, troppe. Purtroppo continuano ad arrivare a migliaia ogni giorno, ciò vuol dire che un giorno ci ritroveremo a combattere una guerra ideologica in casa nostra. Stiamo sbagliando, ma nessuno vuole crederci.

Il terrorismo lo stiamo importando noi, e non ci fa male oggi, ma un giorno ci colpirà con la nostra stessa democrazia. Se oggi i figli di chi fuggiva ieri diventa terrorista per difendere la sua ideologia religiosa e il suo ipotetico stato islamico, vuol dire che un giorno questa grande immigrazione diventa occupazione dei nostri territori. Il fenomeno si sta già consumando sotto i nostri occhi: il buonismo di ieri colpisce noi oggi che siamo le nuove generazioni. Il buonismo di oggi colpirà i nostri figli e i nostri nipoti e, forse, molto peggio di quello che stiamo subendo noi. Perché prima arrivavano a piccoli numeri, oggi arrivano in massa, e queste masse diventeranno popoli in terra straniera, che rivendicheranno, in futuro, il diritto di comandare e trasformare la nostra società occidentale in una succursale della loro cultura.