Mer. Lug 6th, 2022

Abbiamo parlato a lungo di globalizzazione. Abbiamo dato retta molto all’unione europea e i suoi vincoli comunitari. Ci siamo inchinati allo strapotere dell’America. Abbiamo fatto di tutto per distruggere gli equilibri dell’Italia. L’epidemia ci ha messo con le spalle al muro, ora la guerra rischia di mandare a tappeto l’economia italiana.

Siamo sicuri che le sanzioni alla Russia vadano nella giusta direzione oppure l’Italia sarà il paese che più di tutti pagherà le conseguenze di questa nuova disgrazia?

Nessuno guarda con serietà alle conseguenze che possono derivare dalla  guerra in Ucraina. Esse possono essere devastanti per l’economia italiana. Questa guerra rischia di portare al collasso l’economia italiana costringendo molte aziende a chiudere i battenti.  La colpa è di tutti i governi che si sono succeduti nel bel paese, che hanno fatto polite errate di incentivi per smettere di coltivare la nostra terra o delocalizzare le produzioni. Solo menti folli potevano partorire idee strampalate. È bastato un accenno di guerra per scoprire che siamo una nazione che dipende dagli altri. Il 19% del grano e dei cereali e l’80% dell’olio di girasole vengono da Russia e Ucraina. Come dipendiamo dalla Russia per il gas. O dipendiamo dalla Francia per l’energia elettrica. Non solo, abbiamo accettato incoscientemente che l’Europa dettasse leggi sul nostro territorio in materia di produzioni agricola, ed ora paghiamo il danno. L’Italia rischia di ritrovarsi aziende che usano materie prime provenienti dai paesi teatro di guerra, chiuse per mancanza di materie prime. Basteranno altri venti giorni di guerra è il rischio è altissimo.