Lun. Ago 15th, 2022

ROMA-Polizia e Guardia di finanza hanno arrestato 15 persone appartenenti ad un’organizzazione criminale, strutturata sul territorio nazionale, che gestiva un traffico internazionale di sostanze stupefacenti con ramificazioni all’estero.

In una prima fase, gli uomini della Guardia di Finanza hanno scoperto un’associazione di narcotrafficanti italo-guatemalteca, con collegamenti in Colombia, che ha importato cocaina destinata alle piazze di spaccio di Roma (operazione denominata “USERNAME”).

Nella continua ricerca di forniture di cocaina, gli indagati, hanno dimostrato una notevolissima disponibilità di capitali illeciti per finanziare le importazioni di sostanza stupefacente e utilizzato le più moderne tecnologie per le loro comunicazioni riservate, che avvenivano tramite smartphone BlackBerry, dotati di un software di conversazione via chat – pin to pin.

Questi accorgimenti non hanno impedito però ai poliziotti di scoprire che lo stupefacente importato in Italia era trasportato da corrieri guatemaltechi che nascondevano la droga all’interno di capi d’abbigliamento, anche di tipo tecnico come tute da motocross.

Tra maggio e ottobre 2013 gli uomini della Guardia di finanza hanno sequestrato 20 chili di cocaina e arrestato in flagranza quattro corrieri.

Invece l’indagine “Fire&Ice–UP”, condotta dalla Polizia di Stato, è scaturita dalla collaborazione con la D.E.A. (Drug Enforcement Administration), l’Agenzia federale statunitense specializzata nel contrasto al narcotraffico internazionale, che indagava su un cartello colombiano proprietario di varie società di import/export utilizzate come “copertura” per spedire la cocaina dalla Colombia in Europa attraverso i porti colombiani di Barranquilla e Santa Marta.

Da tale sinergia tra gli uffici investigativi è stato possibile fermare un’associazione per delinquere a carattere transnazionale operante nella Capitale in contatto con organizzazioni estere con sede in Sud America.

I tracciati bancari, le intercettazioni telefoniche ed ambientali, hanno permesso di ricostruire la filiera del riciclaggio lungo la rotta Roma-Venezuela-Colombia e di ricostruire le alleanze tra i narcos esteri e i trafficanti capitolini.

L’organizzazione criminale spediva la cocaina purissima dalla Colombia in Spagna, e poi veniva trasportata in Italia a mezzo corrieri sud-americani. I guadagni illeciti che ne derivavano, venivano in parte inviati direttamente in Colombia tramite i corrieri e in parte giungevano “ripuliti” attraverso vari bonifici su circuiti bancari esteri.

Le indagini hanno portato a scoprire anche coloro che si occupavano prevalentemente di smerciare la sostanza stupefacente sul mercato romano nelle zone di Casetta Mattei, Corviale, Trullo, Albano Laziale e Settecamini. (Video)

Tra questi è stata indagata una ex appartenente alla “banda della Magliana” che insieme al compagno avevano istruito un gruppo di giovani pusher della zona di Pavona e Albano Laziale, mettendo a fattor comune la sua esperienza nel “settore” dispensando consigli circa la qualità dello stupefacente e fungendo in alcune circostanze da “assaggiatrice” del gruppo.

La cooperazione tra il Servizio centrale operativo (SCO), la Squadra mobile di Roma e la DEA di Bogotà, Cartagena e Boston, ha consentito, inoltre, il sequestro di oltre 3 tonnellate di cocaina di cui 968 sequestrati negli Stati Uniti, 42 chili di eroina e sostanze chimiche ad essa collegate, nonché 96 chili di Metanfetamina.

Nel corso di questa imponente indagine 96 membri dell’organizzazione sono stati arrestati fuori dall’Italia, mentre oltre 11 milioni di dollari Usa, provento della droga, sono stati sequestrati in tutto il mondo.

La distruzione di tre laboratori per l’estrazione della cocaina da parte della Dea di Cartagena e la Polizia Nazionale Colombiana e gli arresti di oggi hanno significativamente smantellato questa organizzazione internazionale dedita al traffico di stupefacenti ed al riciclaggio di denaro.