Dom. Nov 27th, 2022

CASERTA- Va detto, per dovere di cronaca, che i numeri delle statistiche per morti tumorali non interessano solo l’agro aversano, ma sono pietose anche in alcuni zone del nord Italia. Ma va anche detto che, ad oggi, nelle aree dell’agro aversano, dove l’incidenza per morti tumorali è alta, non esiste un serio censimento sulle morti per tumori. Ciò ci porta ad avere un’analisi distorta dei numeri in questione.

L’agro aversano ha un numero elevato di morti per tumori. Solo che ogni morte viene repertata sempre con “arresto cardiocircolatorio”, ma mai viene repertato, perlomeno lì dove i casi sono evidenti, “per arresto cardiocircolatorio dovuto a una lunga malattia tumorale”. Ciò, purtroppo, non avviene. Quindi i morti per tumore non entrano in quella statistica che serve a fare chiarezza sulle morti per tumore nell’agro aversano.

Continuiamo a vivere nell’incertezza, mentre fuori dall’incertezza c’è una realtà diversa e spaventosa. È un po’ come un campo minato: ogni giorno c’è una mina che scoppia.  La mina è una vita che se ne va dopo una lunga malattia. I casi sono tanti, molti, forse più di quelli che descrivono i numeri delle statistiche. Non c’è un giorno che non si sente parlare di una persona che lascia i suoi cari nello sconforto, in molti casi anche distrutti economicamente, dopo che ha tentato invano di lottare contro un tumore. Bambini, giovani, anziani, meno anziani, questa malattia colpisce tutti indistintamente, e una volta colpiti, difficilmente ci si salva: la morte rimane l’unica certezza contro il male.

Quello che succede nell’agro aversano somiglia molto ad una apocalisse. Soltanto che è un’apocalisse lenta e silenziosa, dove le istituzioni fanno finta di nulla, e ad ogni morte girano lo sguardo dall’altra parte per poter dire dopo mi dispiace, non lo sapevo. La fortuna è che ogni paese dell’agro aversano è piccolo, ci si conosce un po’ tutti, e quando accadano fatti luttuosi tutti ne vengono a conoscenza, specialmente quando questi ricadono su persone che hanno combattuto e perso la guerra contro il tumore.

Bisogna sminare questo campo, per farlo bisogna prima di tutto censire le morti per tumori, solo così si ha il quadro ben preciso di quello che sta succedendo. Se continuano a scoppiare le mine vuole dire che questo campo è ancora pieno, e se oggi ne scoppia una ogni mese, tra un po’ ne scoperanno anche dieci a settimana. Noi dobbiamo sapere perché scoppiano, e sapere se c’è qualcuno che le sta togliendo per evitare che altre vite saltano in aria una volta colpite dal maledetto tumore.