Ven. Mag 20th, 2022

La natura si è rimpossessata di tutto, anche del nostro mare. In questi giorni il mare di Ischitella fino a Baia Domizia si presenta cristallino, guardarlo sembra trovarsi nei mari della Sardegna o dei caraibi. Uno spettacolo unico, mai visto. Il coronavirus, nonostante la tragedia che ha portato, sta ripulendo il mondo dall’inquinamento. Quindi ci ritroviamo una costa con un mare pulito, ma non possiamo usarla. Tutto ciò, purtroppo, non consola i balneari, che in questo momento sono messi in ginocchio. Non sanno nemmeno loro come comportarsi.

L’emergenza sanitaria sta producendo effetti devastanti per l’intera economia nazionale e coinvolge in modo incisivo anche il settore del turismo marittimo e le attività degli stabilimenti balneari della provincia di Caserta. La Provincia di Caserta, con i suoi 45 km di costa, rappresenta sotto questo profilo l’intera filiera turistica provinciale e un fondamentale settore di sviluppo per l’economia della provincia – spiega l’avvocato di Federbalneari Italia e di Assobalneari Campania Luigi RomaLe migliaia di imprese concessionarie demaniali presenti sul territorio provinciale contribuiscono con la loro attività alla tutela e al perseguimento di un interesse pubblico. Sono tenute a curare permanentemente la sorveglianza ed il mantenimento del buon regime della zona concessa, nonché di quelle adiacenti, almeno per la metà dei tratti spiaggia libera esistenti tra la propria concessione e quello eventualmente vicino ed in ogni caso almeno per mt. 25 di fronte dal confine della propria concessione, qualora tali tratti abbiano un’ampiezza superiore a mt. 50. Devono provvedere alla pulizia delle scogliere e alla rimozione dei rifiuti d’ogni genere degli antistanti specchi d’acqua destinati alla balneazione. Il Concessionario sopperisce ad una serie di obblighi di pubblica necessità che diversamente sarebbero posti a carico della Pubblica Amministrazione, attesa la natura demaniale del bene”.

Quindi i titolari di stabilimenti svolgono una doppia funzione sia come fornitori di spiagge curate e messe a disposizione del pubblico sia come curatori del bene pubblico. Oggi vivono la peggiore crisi del settore. Le preoccupazioni non lasciano sonni tranquilli vista l’incertezza dell’epidemia covid-19-. In questo periodo gli stabilimenti erano quasi tutti pronti per inaugurare la stagione estiva. Ora non è così, si temporeggia, si attende cosa si deve fare per la prossima estate. Se tutto va bene, inizieremo a respirare a fine giugno. Ma non tutto sarebbe come prima, anche al mare. Secondo quello che dicono gli esperti, si deve mantenere la distanza di sicurezza e indossare la mascherina. Tutto ciò complicherebbe la vita dei balneari e degli utenti. Si teme, quindi, che le persone possono scoraggiarsi dal fenomeno epidemico e disertano le spiagge, ammesso che sarà possibile andare al mare e non ci saranno, in futuro, norme che lo vietano. E tutta un’incognita che non lascia sereni gli operatori turistici. Se ciò fosse confermato, per loro si aprirebbe una stagione di crisi con perdite nell’ordine di milioni di euro. Il nostro mare oggi è pulitissimo, ma l’epidemia ci impedisce di usarlo. Oltre ad esserci il rischio di vivere la peggiore estate dal dopoguerra, con una crisi di settore spaventosa.