Dom. Dic 4th, 2022

L’aria che tira a Palazzo Chigi non è proprio di quella buona. Indiscrezioni filtrano dai corridoi del palazzo, dove ormai la situazione si fa sempre più pesante. I partiti che formano la maggioranza non intendono andare avanti tirando a campare. Saranno le regionali di settembre la prima chiave di lettura per le sorti del governo. I due partiti che più di tutti sanno di dover tirare le somme dopo il voto delle regionali, sono il M5S e Italia Viva, entrambi non navigano in buone acque. Il M5S non è più quello delle elezioni politiche del 2018, e le frizioni interne dimostrano che il movimento si è logorato. Saranno quindi le regionali a dire se il movimento può essere ancora incisivo oppure nelle realtà locali non ha lo stesso spessore del nazionale. Il problema non è di poco conto, poiché dopo si avvicinano di nuovo le elezioni politiche. Lo stesso discorso vale per Italia Viva, che non riesce ad andare oltre il 3% nei sondaggi, ciò significa che nelle prossime elezioni politiche esiste il concreto rischio di non entrare nemmeno in parlamento, questo, però, dipende molto dalla nuova legge elettorale. Anche per Italia viva le regionali sono un banco di prova per capire quel è la strada da percorrere.

Proprio il duo Di Maio-Renzi sembrerebbe aver aperto un dialogo a due per il dopo voto. Un rimpasto di governo oppure il cambio al vertice del governo con un nuovo premier. Orami per i due il premier Conte può ostacolare il loro percorso politico togliendo ad entrambi visibilità e voti. Sembra che Di Maio e Renzi,  tifano per un governo Draghi, cosa che di sicuro sarebbe di gradimento per il colle ma anche per Forza Italia. Quindi per Conte il pericolo esiste e ben se ne guarda.

Se elezioni e referendum andranno male sarà difficile evitare contraccolpi in senso alla maggioranza di governo. Anche il PD, soprattutto il segretario Zingaretti, non sa come uscire dalla trappola del referendum oltre ad avere pessimi sondaggi sulle regionali, come i pronostici negativi che arrivano da Liguria, Puglia e Marche. Il queste regioni il PD è dato per perdente, ma anche in Puglia e in Campania il cammino non è favorevole per il PD, dove il cammino è più incentrato sulla leadership dei due governatori uscenti che, spesso, hanno avuto opinioni diverse sulla linea politica del PD.

Lo scenario non è del tutto favorevole sia per il governo sia per il Premier, che ora si guarda le spalle consapevole che a ottobre ci potrebbe essere il contraccolpo. Un cambio che porterebbe in questa legislatura a sostituire il secondo governo in dodici mesi.