Mer. Feb 8th, 2023

ROMA- Siamo alle porte di un referendum confermativo, dove non occorre nemmeno il quorum, che fa capire come l’Italia abbia perso le sue identità politiche. Tutto parte da quelle drammatiche ore dopo tangentopoli, quella tegola giudiziaria che spazzò via la storia politica della Repubblica italiana. Ma di quella fase disastrosa pochi i colpevole, se non uno, Bettino Craxi, che ha pagato in pieno il peccato giudiziario e, che, ha rifiutato persino di ritornare in Italia anche da morto.

Da quella fase buia della politica italiana c’è stato un deserto politico, che ha visto il cambio di sigle ma mai di uomini. L’eternismo politico non ha fatto altro che allontanare ulteriormente i cittadini dalla politica. La disaffezione è stata forte. La mancanza di idee ha fermato il paese. Dopo tangentopoli scoppia la bomba Europa, forse peggio di tangentopoli, perlomeno lì si capiva chi potessero essere i colpevoli, con l’euro non si capisce chi sono gli attori e i colpevoli di questo secondo disastro. Con la venuta dell’euro è aumentato il distacco tra la politica e i cittadini, lasciando scivolare lentamente l’interesse verso uno spirito di comunità: ognuno ha lottato per difendere il proprio orticello.

Qualcosa si poteva costruire quando sulla scena politica sono comparsi di nuovo due partiti che potevano essere il collante delle due idee diverse che cerano nel paese. Il PDL e il PD, potevano, se non ci fosse stata in campo l’arroganza dei politici, ricostruire una base di idee per far ripartire l’Italia politica. Gli attori sono stati scarsi protagonisti. Hanno pensato a recitare una parte che non ha entusiasmato il pubblico lasciandolo dormire durante l’impietoso spettacolo. Forse era quello che volevano, ma alla fine è fallita la compagnia con tutto il teatro.

Sia il PD sia il PDL erano due incubatori di idee che potevano fare la differenza sui piccoli partiti, e una appropriata legge elettorale con uno sbarramento al 5% come esiste in tutta Europa, dava l’idea di un paese più moderno partendo dalla politica. Guarda caso, però, sia il PDL è caduto sotto i colpi dell’arroganza politica di Silvio Berlusconi di voler essere sempre lui il primo attore e, anche il PD, con politici al suo interno che hanno costruito un nuovo partito ma non hanno saputo mantenere salda la sua identità di sinistra riformista.

Ora il cosiddetto populismo dilaga e presto farà scomparire per sempre le idee che una volta hanno reso forte il paese. È chiaro che senza idee e senza valori identitari non si costruisce nulla. E anche le aree populistiche avranno vita breve, poiché la stanchezza di aspettare lascia ai cittadini la certezza che bisogna cambiare ancora. È già successo: sono nati partiti che hanno raggiunto anche il 15%, ma poi sono scomparsi in un giro di pochissimi anni. È quello che succederà anche con la struttura politica attuale. Il PD naviga ancora bene, ma perde consensi, il M5S è ancora da valutare e bisogna attendere le politiche del 2018 per capire fin dove è riuscito a mantenere solido il suo elettorato, il centrodestra cerca di ricostruirsi partendo da Forza Italia, ma una cosa deve essere ben chiara: senza i valori di una identità politica non c’è e non ci sarà l’idea di appartenenza come c’era ai tempi della DC-PCI-PSI.