Mar. Mag 24th, 2022

In questi giorni nei due rami del parlamento si è vissuto qualcosa che la storia politica repubblicana ha proposto in passato più di una volta. Solo che questa volta al governo ci sono i grillini, che negli anni addietro hanno fatto propaganda politica ed elettorale contro la casta. Casta che spesso è ricorsa ai cosiddetti “voltagabbana” per mantenere in piedi un governo. Ora i grillini hanno modificato il senso di queste operazioni orrende trasformandoli in “responsabili” e “costruttori”, come se cambiando nome cambiasse lo spirito delle cose. Invece no, il popolo italiano sta di sicuro osservando, e forse nelle ultime ore si è fatta un’idea concreta del M5S.

Al di là di tutto ciò, le fiducie chieste da Conte hanno aperto anche un sipario imprevedibile fino a qualche anno fa. Conte sale agli allori della politica grazie al M5S che, sin dall’inizio, ha puntato su di lui, e intorno a lui ha fatto sempre quadrato. Ma c’è una cosa che il movimento ha sottovalutato: la discesa in campo diretta del premier con un suo partito. E qui ci sarebbero dolori di pancia sia per il M5S sia per lo stesso PD. Un partito di Conte non potrebbe essere che un una struttura politica di centro europeista, quindi andando a cattura l’ala moderata dell’elettorato italiano.

Una discesa diretta del premier farebbe perdere voti sia al M5S sia al PD. Dal movimento fuggirebbe quella parte di elettorato che non si riconosce nelle politiche del movimento, troppe spostate a sinistra. Dal PD, invece, scapperebbe l’elettorato di centro che attualmente ha votato PD. Cosa significa? Significa che il partito del premier potrebbe aggirarsi intorno al 12-15% dei consensi, mentre il movimento scenderebbe tra il 9-10% se le cose vanno bene, altrimenti può andare pure più giù in termini percentuali. Stesso discorso per il PD che rischierebbe di scendere in un colpo solo intorno al 13%. Infatti i voti di Conte possono sottrarre consensi solo a queste due forze politiche attualmente sue alleate, inoltre, può attirare l’attenzione anche dell’ala centrista che attualmente siede nei banchi del parlamento. E si è visto con i voti di parlamentari di forza Italia che hanno dato fiducia a Conte. Finora l’avvocato del popolo ha sempre smentito, ma gli uccellini continuano a sussurrare scenari che vanno ben oltre il M5S e il PD. Anche perché l’Italia è orfana di un partito di centro forte, quindi le porte sembrano essere ben aperte in tal senso.