Mar. Nov 29th, 2022

Credo sempre di più che il Premier ha cattivi consiglieri. C’è qualcuno che lo spinge a commettere errori, e lui abbocca. In questi due mesi è l’unico che ha calcato il palcoscenico televisivo attraverso le tante conferenze stampa per spiegare le fasi del coronavirus. Il clima all’interno dell’esecutivo non è tranquillo. Molti temono una presa totale del premier, che rischia di mandare a farsi benedire gli anni di politica di molti parlamentari. Salvini più volte in queste settimane si è tirato sui piedi la zappa, il dopo per lui non sarà proprio una passeggiata, soprattutto al sud, qui ha perso moltissimi consensi.

Gli stanno facendo commettere troppi errori, anche di dialogo con gli italiani, e questo favorisce le varie anime che vorrebbero già liberarsene, ma non possono, ora non può esserci una crisi di governo. Da Zingaretti a Berlusconi, passando per Renzi, tutti credono che il tempo di un crack dell’esecutivo non sia per ora il benvenuto.

Conte rischia di finire vittima di se stesso, creando intorno a lui un isolamento pericoloso dopo la fine dell’epidemia. Si sussurra che in tanti avevano chiesto a Conte di annunciare la fase 2 solo lunedì, ma Conte non ha ascoltato, e non si capisce chi lo consiglia, ed uscito in Tv domenica sera. Quella conferenza stampa non è stata salutare, poiché quasi tutta la nazione non ha capito nulla di quello che ha spiegato il Premier. Il clima si surriscalda giorno dopo giorno, poiché i partiti capiscono che la gestione dell’emergenza non fa arrivare ai cittadini quello che viene promesso in TV. Hanno timore di perdere consensi, quindi di tanto in tanto qualcuno di essi esce in TV e la spara grossa.

Evidentemente anche Conte ha capito che deve guardarsi le spalle, che dietro l’angolo c’è chi può tiragli il trabocchetto, così va avanti da solo. Non si fida. Conte tiene le briglia del cavallo parlamentare procedendo quasi da solo. Il suo ruolo però è a rischio, e non appena si spegne o magari si alleggerisce la pressione del coronavirus, la corsa potrebbe fermarsi presto. Non solo per Conte, ormai anche i partiti che formano la maggioranza corrono lo stesso rischio del premier.