Mer. Nov 30th, 2022

Questo mondo si è chiuso in un cerchio che comprende solo nazioni dove ci possono essere interessi economici. Le grandi lobby, di ogni genere, puntano l’occhio dove c’è un ritorno economico. Oggi questo mondo gira intorno all’Almerica, Cina, Europa, quella parte di paesi arabi e asiatici dove il progresso fa comodo. Oltre non esiste più nulla. Lo stiamo vedendo con la guerra in Ucraina, lì si sono puntati i riflettori dei paesi occidentali, e oltre questa tragedia non esiste più nulla.

L’Unicef lancia l’allarme proprio su questo punto: “Se il mondo non allarga il suo sguardo dalla guerra in Ucraina e non agisce immediatamente, nel Corno d’Africa si verificherà un vertiginoso aumento di morti di bambini”, così Rania Dagash, Vice Direttore Regionale dell’organizzazione umanitaria per l’Africa orientale e meridionale. A preoccupare l’Unicef è la malnutrizione, e 4 stagioni senza piogge, che “hanno distrutto i raccolti ed il bestiame prosciugando le fonti d’acqua”. Ma è la crisi del grano ad esporre al rischio concreto di gravi conseguenze sui bambini del Corno d’Africa: “Solo la Somalia importava il 92% del grano da Russia e Ucraina ma le linee di approvvigionamento sono bloccate – aggiunge Rania Dagash – la guerra sta acuendo l’aumento vertiginoso dei prezzi globali di cibo e carburante: significa che molte persone in Etiopia, Kenya e Somalia non possono più permettersi i generi alimentari di base”.

Ecco, questo è il primo risvolto di una guerra che non è solo militare, ma trascinerà nel pantano molte nazione sia sull’energia sia sull’alimentazione. Ma il mondo sembra non vedere questo preoccupante scenario che si sta innescando nel mondo creando sacche esplosive. La guerra in ucraina è gestita dai paesi forti come l’America e la Gran Bretagna, che guardano in una sola direzione, ma girano lo sguardo dall’altra parte dinanzi a conflitti che ormai durano da decenni ed hanno causato morte e povertà.