Mer. Nov 30th, 2022

CASERTA- C’è un sipario che deve essere calato sul passato politico della provincia di Caserta, che ha portato alla fine di un’intera provincia. Bisogna partire dalle piccole realtà locali, per arrivare ai vertici di questa provincia, e abbandonare chiunque prometta le stesse cose promesse da 30 anni a questa parte. Siamo giunti ad un punto di non ritorno. Non si può più aspettare.

Le difficoltà che oggi vivono i cittadini della provincia di Caserta sono la sommatoria delle negligenze di una classe dirigente che non ha saputo amare la sua terra. Hanno saputo guardare agli interessi dei partiti senza capire che l’unico interesse che c’era da salvaguardare era il bene della collettività.

Oggi la provincia di Caserta al suo interno ha situazioni che rompono l’equilibrio di convivenza tra cittadini e istituzioni. Per il semplice fatto che è venuta meno la fiducia tra le due parti. La mancanza di fiducia genera inevitabilmente anche disaffezione in tutto.

La situazione è molto grave: mancanza di lavoro, giovani allo sbando, spaccio, delinquenza comune, malavita organizzata, servizi inesistenti, e altri mille motivi impongono un occhio nuovo per risolvere i problemi che ci sono. Ormai ci vuole un’unità di crisi permanente per la provincia di Caserta. E non credo possa farla il governo centrale, che anche sta rovinando un’intera nazione, ma deve essere la stessa Europa ad istituirla. Ormai l’Europa deve comprendere che in questa provincia c’è malessere diffuso e situazioni difficili che nessuno riesce a risolvere. Non c’è politico che finora ne sia stato capace. Nessuno.

L’unità di crisi ormai è un’ipotesi che non si può più scartare. La provincia di Caserta vive sofferenze che si trascina dietro da 40 anni. E in 40 la stessa è stata governata da tutti gli schieramenti politici, nessuno escluso, ma mai nessuno è riuscito a tirarla fuori dal pantano in cui viveva e continua a vivere. Ora la situazione è più difficile del passato. È una condizione di vita che non si può più tollerare. Se si continua a fare finta di niente continuando a girare lo sguardo dall’altra parte, si finisce per trascinare la pazienza dei cittadini non più verso il silenzio come è stato fino ad oggi, ma quel silenzio diventa dramma, e il dramma si trasforma in ribellione senza più freni.