Ven. Ago 19th, 2022

NAPOLI- Ma basta, non se ne può più: nel 2016 siamo ancora ai tempi di Pappagone. Non si può continuare a subire in silenzio le nefandezze di una classe dirigente che ha creato il malessere nella regione Campania. Ma basta. Possibile che dobbiamo ancora leggere fatti di cronache che vedono la corruzione come baluardo di un sistema che, così facendo, si autodistrugge. Possibile che questi corrotti non si rendono conto che alla fine devono consegnare il loro corpo alla fresca terra, perché la morte prende tutti, non solo gli onesti.

Ancora oggi dobbiamo leggere fatti di cronaca che vedono furbetti percepire lo stipendio ogni mese, ma alla fine timbrano il cartellino e se ne vanno dal posto di lavoro. Oppure episodi di malaffare attraverso il sistema di appalti che colpiscono addirittura anche l’ospedale dei bambini. Come non notare la prepotenza della camorra che continua a sparare per le vie della città di Napoli ogni giorno.

Ma sono anni che attendiamo, come popolo campano, delle risposte in merito a tante questioni mai risolte, a partire dalla più grave: il lavoro. Ogni volta assistiamo alla solita promessa facile sull’occupazione, per poi renderci conti che alla fine dei cinque anni l’annosa questione lavoro è rimasta tale.

La Campania vuole uscire da questa “merda”. Ha tutte le potenzialità umane e professionali per farlo. Alle classi dirigenti poco importa quello che avviene nelle mura domestiche dei cittadini, sembra ignorarlo, ma, in effetti. Tutti i problemi che c’erano prima ci sono tuttora. Segno che mai nessuno si è speso sul serio, dopo le promesse elettorali, per risolvere le difficoltà vere dei cittadini. Siamo la regione più bella del mondo, non possiamo continuare a subire.