Lun. Lug 4th, 2022

Gli Stati Uniti hanno annunciato di essere a favore della revoca delle protezioni della proprietà intellettuale per i vaccini anti-Covid, per accelerare la produzione delle dosi nel mondo. Anche la UE si associa alla richiesta del presidente americano. “Si tratta di una crisi sanitaria mondiale e le circostanze straordinarie della pandemia invocano misure straordinarie”, ha spiegato la rappresentante statunitense per il Commercio, Katherine Tai. Insomma, quello che da tempo si diceva, sta per avvenire. 

La mossa però non piace alle case farmaceutiche, che potrebbero vedere calare i propri guadagni frutto della imponente campagna vaccinale in corso in tutto il mondo. La decisione degli Stati Uniti è “deludente”. E’ quanto sostiene l’Ifpma, la Federazione internazionale delle aziende farmaceutiche con sede a Ginevra. “Siamo totalmente in linea con l’obiettivo che i vaccini siano rapidamente e equamente distribuiti nel mondo. Ma come abbiamo ripetuto più volte, una sospensione è la risposta semplice ma sbagliata a un problema complesso”, si legge in un comunicato.

Però questa mossa potrebbe indurre le case farmaceutiche ad accelerare il discorso cura. Infatti, perdere momentaneamente i brevetti sui vaccini, potrebbe indurre tutti a concentrare le energie per trovare in brevissimo tempo la cura per il covid-19, in maniere tale da compensare i mancati guadagni derivanti dai vaccini. Il discorso non è tanto campato in aria, anche perché molte aziende farmaceutiche già stanno lavorando alla cura, come poche settimane fa fu annunciato dallo stesso Ceo Pfitzer, quindi c’è già movimento intorno alla cura. La decisione americana potrebbe aprire le porte alla cura molto prima di quanto si pensasse.