Lun. Ott 3rd, 2022

La fitta stagione di eventi e di saggi della Fondazione Humaniter, sita nell’elegante piazza Vanvitelli a Napoli, si è conclusa con lo spettacolo “Viaggio nel cuore della Napoli di un tempo: prodigio di parole, suoni e sentimenti”, diretto con maestria dal regista teatrale Antonino Laudicina, nell’Aula Magna “Massimo Della Campa”, il 26 e il 27 maggio.

Un viaggio nel tempo, alla riscoperta di voci, suoni, musiche, canzoni, tradizioni, dei mestieri di una volta che, malgrado i ritmi frenetici di una società sempre più convulsa e schizofrenica, sono vivi più che mai nella memoria, in attesa di un nuovo Rinascimento, com’è tipico dell’araba fenice, una metafora che si lega indissolubilmente al destino di Napoli e come ha sottolineato lo stesso Antonino Laudicina citando Curzio Malaparte.

Questi gli attori che hanno preso parte allo spettacolo: Patrizia Aiello, Tina Aprile, Carmen Arsieri, Celeste Cotugno, Mariarosaria De Marco, Anna Donato, Antonello Fusaro, Annamaria Girosi, Marina Langella, Annamaria Luciano, Ada Pessolano Filos, Alfredo Rubino, Ornella Scuteri, Giovanna Vannini e Pino Zecca.

Hanno fatto (ri)vivere i sentimenti e le  emozioni, anche contrastanti, che la nostra città, unica al mondo, sa regalare.

Sono stati recitati e cantati brani teatrali, versi e canzoni della tradizione partenopea e non solo, frammenti preziosi di Eduardo De Filippo, Fernando Russo, Ernesto Murolo, Raffaele Viviani, Salvatore Di Giacomo,  Luciano De Crescenzo, Elvio Porta, tanto per citare alcuni nomi illustri.

Particolarmente toccante la parte finale dello spettacolo dove un grido disperato della folla e un colpo di pistola annunciano la morte di Masaniello e la drammatica comparsa in scena della moglie Bernardina,  con il suo lamento disperato sulle spoglie del marito.

La selezione dei brani musicali, anch’essi tratti dal repertorio napoletano e non solo, antico e moderno, è stata curata da Pino Zecca.

Ed è dunque stato davvero un viaggio unico ed emozionante, alla ricerca di un diverso sentire e alla riscoperta delle nostre radici e del nostro patrimonio culturale e sociale, vero prodigio di parole e di sentimenti che rasserena la mente ed eleva lo spirito.

Antonino Laudicina ha così diretto uno spettacolo capace di toccare le corde più profonde del cuore.