Mar. Ott 4th, 2022

Il reddito complessivo totale dichiarato dagli italiani nel 2020 ammonta a oltre 865,1 miliardi di euro (-19,4 miliardi rispetto all’anno precedente) per un valore medio di 21.570 euro, in calo dell’1,1% rispetto al quello indicato l’anno precedente nelle dichiarazioni dei redditi. Lo comunica il Mef. L’analisi territoriale conferma che la Regione con reddito medio complessivo più elevato è la Lombardia (25.330 euro), seguita dalla Provincia Autonoma di Bolzano (24.770), mentre la Calabria presenta il reddito medio più basso (15.630 euro).

Anche nel 2020, quindi, rimane cospicua la distanza tra le Regioni centro-settentrionali e il Sud. Ancora una volta il meridione fa registrare l’affanno economico che lo colpisce da quando è finita la seconda guerra mondiale. È dopo il conflitto mondiale che il sud non si è mai rialzato, è rimasto fermo come se il tempo si fosse fermato. Malavita organizzata, disoccupazione, scuole fatiscenti, sanità fatiscenti, lavoro inesistente, fuga dei cittadini in cerca di fortuna altrove, sono i tasselli negativi della parte bassa dell’Italia.

Eppure il sud ha più caratteristiche territoriali capaci di renderlo più forte del nord Italia, ma queste potenzialità sono rimaste ferme, e non si è mai lavorato seriamente per farle diventare il volano economico del meridione. Parliamo di mare, coste bellissime, bellezze storiche, borghi meravigliosi, monti, agricoltura, storia, tradizioni, la succulenza della cucina tradizionale del sud, insomma, c’è tanto da scrivere sulle bellezze del sud. Quindi non si capisce perché rimane il fanalino di coda dell’Italia. La colpa va ricercata esclusivamente nella politica e nei politici, che in più di ottant’anni non hanno lavorato per lo sviluppo concreto del sud. Viene da dire rialzati sud, se mai sei stato in piedi.