Lun. Dic 5th, 2022

Ogni anno il 25 novembre, giornata dedicata alla violenza sulle donne, si assiste sempre alla stessa retorica di parate a difesa delle donne. Poi il 26 novembre torna tutto come prima.

Il giorno dopo la donna deve affrontare la montagna di burocrazia che spesso la fa sentire persino umiliata.  Non c’è solo la violenza fisica, ma anche quella psicologica, quella economica. Una donna dopo la denuncia si ritrova sola, senza casa e senza lavoro, e con una montagna di paure dentro che le rendono la vita impossibile. Dopo la denuncia alle vittime serve protezione. Portano addosso l’etichetta della persona fragile, che ci ha messo troppo tempo a denunciare. Mentre alla donna manca l’ascolto. Manca qualcuno che le ascolti costantemente. La violenza di genere è un fenomeno odioso che si manifesta ogni giorno attraverso vere e proprie condotte criminali, consumate spesso in famiglia all’interno delle mura domestiche, che da luogo di rifugio, riposo e conforto si trasformano in una vera e propria prigione dove la violenza fisica, psicologica ed economica non proviene da un estraneo ma da chi è legato alla donna da legami affettivi. La violenza di genere è una questione che chiama in causa l’intera comunità e che, accanto all’azione convinta delle forze di polizia, richiede una crescita culturale che presuppone un’approfondita conoscenza della dimensione del fenomeno, della sua natura e delle sue tendenze evolutive.

“È impressionante il numero di donne colpite, offese, violate”, nota con dolore il Papa che più e più volte, nel corso del suo Pontificato, ha volto l’attenzione del mondo su questa piaga. Non possiamo ignorare il grido delle donne vittime di violenza. Papa Francesco esorta, in particolare, a pregare e impegnarci, tutti, per le tante donne che ogni giorno subiscono maltrattamenti nel mondo. Sono “una vigliaccheria e un degrado” per gli uomini e “per tutta l’umanità” le varie forme di maltrattamento che subiscono molte donne. Non ha usato mezzi termini Papa Francesco per parlare di questo dramma dai molti volti, levando, ancora una volta, la sua voce e la sua preghiera in difesa delle tante donne che nel mondo ogni giorno continuano a subire violenza psicologica, verbale, fisica e sessuale.

Non manca il lavoro delle forze di polizia, che sono sempre pronte ad ascoltare e aiutare le donne in situazioni di pericolo. Il progetto “Non è amore” della polizia di stato è indirizzato proprio a sostegno delle donne e recepisce le difficoltà fino ad aiutarle ad uscire dalla violenza. Oggi ci sono diverse leggi che tutelano le donne, ma sembra che non basti, poiché l’elenco dei femminicidi o di violenze non accenna a diminuire, ciò significa che bisogna fare di più affinché questa piaga sia definitivamente eliminata. Soprattutto bisogna ascoltare, l’ascolto è l’arma migliore per far uscire dal tunnel buio in cui entrano alcune donne. Esse erano convinte che avevano trovato l’amore, ma alla fine si ritrovano a combattere contro l’amore nel quale avevano creduto, poiché esso si è dimostrato di non essere un amore vero. Amore vero vuol dire rispetto. Quindi bisogna lavorare incessantemente per ripristinare il valore sacro del rispetto per  tutti e tutto.