Lun. Ott 3rd, 2022

ROMA- La violenza sulle donne è diventata una piaga sociale, come d’altronde altre piaghe sociali si diffondono nel bel paese, tipo il bullismo. Per quanto riguarda la violenza di genere va evidenziato un aspetto di non poco conto: alla base di queste violenze c’è sempre l’odio generato dalla fine di un amore. Il fenomeno, purtroppo, degenera sempre di più adottando diverse forme di ritorsioni.

L’origine di tutto è generato da una cattiva visione della società moderna, dove al centro di tutto c’è una carenza affettiva nei confronti delle persone e una non consapevolezza che l’amore non è un gioco, ma qualcosa di molto serio. La perdita dei valori è un’altra causa che genera violenza: non si ama per davvero.

Noi umani la prima cosa che facciamo quando veniamo al mondo è innamorarci. La prima cosa di cui ci innamoriamo è il latte, e non è una battuta: il latte ci viene dato pochi minuti dopo la nascita e noi ci innamoriamo del primo alimento che iniziamo a conoscere, alimento che ci aiuterà a crescere. Dopo pochi minuti ci aggrappiamo al seno materno assaporando il calore umano di quella donna di cui ci innamoriamo per tutta la vita. Ecco, questi sono i primi gesti che facciamo, e di questi due gesti ci innamoriamo subito. La prima cosa che conosciamo nella vita è l’amore. In seguito, mentre cresciamo, continuiamo a innamorarci: i nostri giochini, delle nostre piccole cose, dei fratelli e sorelle, della nostra cameretta, del mare, dei monti, della natura, insomma, mentre cresciamo noi ci innamoriamo in continuazione. Questo è amore per le cose materiali di cui ci innamoriamo, alle quali dobbiamo riservare rispetto perché ci servono per vivere. L’amore non è inteso solo come sentimento tra due persone, l’amore è per tutto ciò che ci circonda, e tutto merita rispetto.

Quando cresciamo e giungiamo all’amore sentimentale, quello che si vive tra due persone, bisogna costruirlo con lo stesso amore che noi abbiamo riservato alla donna che amiamo per tutta la vita, la nostra mamma, al fine di farlo durare per sempre. Al centro del rapporto di coppia deve esserci il reciproco rispetto come base indubbia per la solidità dell’unione. Il reciproco rispetto deve portare all’apertura di un dialogo fisso all’interno della coppia, e se questo dialogo si interrompe, si interrompe anche il rapporto. Alla base di tutto il ragionamento c’è la necessità di non interrompere mai la chiacchierata giornaliera con il partner, che crea l’intesa utile ad affrontare insieme i tanti problemi che si presenteranno durante la convivenza di coppia. Farla finire oscura pure il sentimento, lo isola, quindi il tutto si può tramutare anche in odio, e quell’odio genera conflitti che possono sfociare in tragedie come quelle che registriamo ogni giorno. Se l’amore finisce bisogna trovare la strada meno dolorosa per entrambi, senza intraprendere lotte intestine che trascinano verso l’odio individuale nei confronti dell’altro. La mia teoria non è sbagliata, è efficace, perché secondo un mio punto di vista bisogna entrare nelle scuole, come sto facendo io, e spiegare ai giovani i valori dell’amore. I giovani i numeri li conoscono a memoria, perché l’era internet li tiene aggiornati su tutto.  A loro serve capire cosa è veramente l’amore, perché spesso confondono l’amore per un gioco sentimentale da vivere a tutti i costi. Ma sappiamo tutti che non è così.  L’amore è sacrificio, sopportazione, difficoltà economiche, amore per ciò che si costruisce, e tutto va affrontato insieme per superare ogni evidente difficoltà che si presenta. Per concludere, l’amore non è un gioco di coppia, l’amore è il rispetto per la scelta fatta, e qualora dovesse finire, quel rispetto deve continuare per trovare insieme la strada migliore per rendere la vita meno dolorosa ad entrambi. Incominciamo a parlare diversamente della violenza sulle donne, senza dare sempre solo numeri, e mai spiegare, invece, le ragioni che possono generare tale fenomeno. Io darei un guizzo in più ai centri antiviolenza facendoli diventare anche dei centri di ascolto per le coppie, in modo tale che prima che possa scoppiare la bomba, si trova la soluzione. Come si dice: prevenire è meglio che curare. Le donne devono essere coscienti che alla prima avvisaglia che quell’amore si sta tramutando in violenza, devono denunciare, perché l’unica strada per fermare l’inizio di una tragedia è fermarla.

“Ogni anno oltre cento donne vengono uccise in Italia da uomini che conoscevano o con cui, nella maggioranza dei casi, avevano avuto una relazione affettiva . Il fenomeno del femminicidio e della violenza sulle donne non ha territorialità, non ha categorie, non è frutto di emarginazione, non appartiene ad un basso ceto sociale. Ci aspetteremmo che in ambienti dove c’è cultura e non manca il denaro questo fenomeno sia meno diffuso. Ma non è così. Se da una parte si è verificata una diminuzione di casi di femminicidi, non cambiano i dati relativi al reato di maltrattamenti. Quest’ultimo è molto pericoloso perché può sfociare in tragedia. A mettere in guardia è la dottoressa Mariacarla Bocchino, Primo Dirigente della Polizia di Stato presso il Servizio Centrale Operativo – “Conoscere, capire, sapere come comportarsi se si è vittima di maltrattamenti o atti persecutori è fondamentale- conclude” .