Gio. Set 29th, 2022

PARETE- Nell’ultimo mese abbiamo fatto un giro per i paesi dell’agro aversano sia nelle ore serali sia nei fine settimana, per vedere se lo stato di abbandono fosse comune dappertutto, ebbene: non ci resta che piangere. Purtroppo i paesi mostrano uno stato di desolazione profondo, nei fine settimana tutti si riversano ad Aversa, Caserta o Napoli, abbandonando le proprie comunità a un triste destino.

Ma il punto è un altro: vedere i paesi senza persone, mostra il grado di disaffezione o “arroganza” dei cittadini residenti. Si preferisce spendere altrove e non nel proprio paese, impedendo anche alle attività commerciali di crescere e offrire di servizi migliori. Eppure, ovunque abbiamo girato, ci sono bar, trattorie, pizzerie, negozi vari, c’è quello che si trova altrove, e l’offerta è anche larga.

Sulla scorta di tutto ciò è partita l’iniziativa di sensibilizzazione “VIVI IL TUO PAESE”,  e non è una provocazione, per il semplice motivo che così facendo le piccole comunità rischiano di morire e non avere più risorse commerciali capaci di soddisfare anche le più minime e basilari esigenze. L’abitudine di andare altrove sta uccidendo il senso di comunità delle piccole realtà. Cosa fare?

Bene, io l’ho sempre fatto, ed ho i testimoni, basta che si esce di casa anche un’ora la sera, e se tutti lo fanno, il paese si riempie. Basta vivere la propria comunità anche con una semplice passeggiata, credetemi, è piacevole. Però rimango sempre da solo a farlo. Peccato. Al di là delle cose che faccio io, uscire non significa che bisogna per forza ballare e cantare, ma anche ritrovarsi per poche chiacchiere, scambiarsi delle opinioni, riempiono il silenzio che ogni sera avvolge il paese. Non servono sempre le feste lussuose o balli di piazza, basta poco per ritrovarsi e non dare l’impressione che nel paese non ci vive nessuno. Certo, bisogna cambiare atteggiamento, e anche quelle poche cose che si fanno devono avere un certo spessore: non più a piacimento, ora e giorno che fa comodo, oppure quello che piace fare e non quello che può piacere agli altri per attirare pubblico anche dall’esterno.

Ho vissuto realtà fuori Parete, dove si usciva anche solo per il gusto di farsi una passeggiata serale, ed era sistematico ritrovarsi in vari punti del paese a scambiarsi quattro chiacchiere davanti ad un caffè o magari mangiare qualche cosa di rustico, anche una busta di patatine e una birra andava bene, le risate non mancavano mai quando si sta insieme. Insomma, le comunità stanno morendo, per colpa dei cittadini stessi: vanno a spendere altrove quando possono farlo nella propria comunità. Chi gestisce attività commerciali non sa più come andare avanti. C’è crisi, direte voi, ma credo che ottanta centesimi per un caffè non sono tanti, e se quei caffè invece di essere uno ma lo pagano diverse persone, non pesa a nessuno, ma chi ci deve vivere riesce a sopravvivere. Spero di incontrare per le vie di Parete, nelle prossime sere, tanta gente che passeggia, e non ritrovarmi sempre da solo a farlo. E non parlatemi di stanchezza, non l’accetto, a volte ho sulle spalle centinaia e centinaia di chilometri, eppure non mi spaventa uscire, perché so che c’è un amico commerciante che ha il piacere di vedermi. E spero di vedere nei fine settimana tante persone, soprattutto i giovani, consumare una pizza nelle tante pizzerie del paese, si spende meno e si mangia meglio, e poi si vive il proprio paese. Se tutti vanno via non c’è mai nessuno, ma se tutti ritornano, la stessa gente che si trova altrove nei fine settimana, si trova a Parete. “IO VIVO PARETE”, non da oggi, da sempre, imparate a farlo anche voi. Se dovete criticarmi fatelo bene, perché le mie opinioni si fondano su esperienze vissute.

Francesco Torellini