Mar. Nov 29th, 2022

Nel capoluogo lombardo, l’inizio della fase 2 non è stata per niente promettente, tutto sembra una vita normale in un momento dove la città e l’intera regione sono ancora alle prese con contagi elevati con i timori di un nuovo rialzo della curva epidemiologica. Nella giornata di ieri si registrava folla sui Navigli a Milano, con tanti ragazzi a spasso anche senza mascherine e divieti non rispettati nei parchi.  

Il sindaco Giuseppe Sala dalla sua pagina lancia l’avvertimento: “Io non sono un politico da metafore, sono un politico da atti. O le cose cambiano oggi, non domani, è un ultimatum, o io domani come al solito sarò qui a Palazzo Marino e prenderò provvedimenti. Chiudo i Navigli e chiudo l’asporto di bar e ristoranti. Quando c’è da ringraziare i milanesi per il loro comportamento virtuoso io sono sempre il primo a farlo. Ma questo è uno dei momenti in cui c’è da infuriarsi: le immagini lungo i Navigli sono vergognose. Poi lo spiegate voi ai baristi perché il sindaco non gli permette di vendere. Io mi prendo le mie responsabilità e venerdì sera mando più vigili ma ve lo ripeto, non è un guardie e ladri, non è un gioco. Non possiamo permettercelo in una città da 1,4 milioni di abitanti e 1.700 chilometri di strade. Usiamo la testa tutti anche perché senza testa c’è l’1% dei milanesi e io non permetterò che questo 1% metta in difficoltà l’altro 99%”.

A Sala gli fa eco il primario di Malattie infettive del Sacco di Milano, e a Repubblica spiega: “Le nuove diagnosi, soprattutto in città, riguardano cittadini riusciti finalmente a ottenere un tampone. Sono persone infettate da tempo. Questo significa che quella di Milano è una bomba, appunto perché in tanti sono stati chiusi in casa con la malattia. Abbiamo un numero altissimo di infettati, che ora tornano in circolazione. E’ evidente che sono necessari maggiori controlli. Poteva essere utile il test rapido, il cosiddetto ‘pungidito“.