Ven. Mag 20th, 2022

All’interno del governo di sinistra composto da M5S-PD-LEU-IV, si apre una spaccatura che potrebbe portare presto ad un governo Conte tre. Sulla prescrizione Italia Viva di Matteo Renzi non ci sta. I due ministri di Italia Viva, Teresa Bellanova (Agricoltura) e Elena Bonetti (Famiglia), non partecipano al Consiglio dei ministri, aprendo ufficialmente la crisi nella maggioranza giallorossa.

Ora si apre la fase cruciale di questa che sembra essere una crisi di governo bella e buona. Il premier Conte ha fatto sapere di considerare l’assenza un atto di sfiducia verso l’esecutivo. Quindi ora non c’è altra strada se non quella di salire al Colle per rassegnare le dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. 

Questi sono i passaggi più saggi da fare. Ma sarà così?

In effetti non è intenzione di Conte di andarsene e riportare il paese al voto. Le voci di corridoio dicono il contrario, che sul piatto già ci sarebbe un Conti tris con una nuova maggioranza senza l’appoggio dei renziani. Scenario ipotizzato da Matteo Renzi nella diretta serale su Facebook: “Caro presidente del Consiglio se vuoi aprire la crisi, apri la crisi. Italia viva ti ha chiesto un’altra cosa”. I renziani scommettono su questa prospettiva. “ll Pd e Conte – spiega un big di Italia viva – stanno lavorando per buttarci fuori. Tanto vale chiarire subito la situazione”. I numeri non ci sono per formare un governo senza Renzi. Il nuovo esecutivo dovrebbe cercare consensi tra le fila di Forza Italia e anche della Lega. Entrambi smentiscono un appoggio a un nuovo esecutivo Conte. Ma in Italia le smentite del giorno prima non valgono il giorno dopo.

Chi ora rischia di finire nel nulla definitivamente è il M5S che, a questo punto, diventa la causa di tutti i mali. Prima ha fatto un governo con la Lega, poi ha fatto un governo ampio con la sinistra, ora se cadesse anche questo governo nessuno guarderebbe al movimento con interesse. La caduta del Conte Bis diventa una mannaia sulla testa del M5S, perché si consolida la fuga che in questo ultimo anno ha interessato i grillini e i suoi elettori, ed oggi non attraggono più lo stesso entusiasmo del quattro marzo.