Mar. Ago 16th, 2022

ROMA- Quel dito puntato, quel “che fai mi cacci” sono il simbolo della disfatta del PDL. A cadere non è stato solamente Gianfranco Fini, insieme a lui è andato via anche Silvio Berlusconi. Quel dito puntato in segno di resa da parte di Fini, ha determinato la fine del PDL, l’unico partito nato per contrastare l’ascesa delle sinistre in italia.

Dopo la fine del PDL sono morti tutti. Il centrodestra non esiste più. Casini già da tempo faceva la politica dei doppi forni: andava a convenienza dove si poteva vincere, e continua a farlo. Dopo di lui ci hanno pensato Alfano e Verdini, portandosi dietro una bella squadriglia di persone che sono la vecchia storia politica di questo paese. Va bene così. Ci vuole tempo per costruire le cose, ma il tempo permette di cambiare regole e uomini.

Il PDL va ricostruito il prima possibile. È la risorsa mancante in un’Italia che marcia verso leggi che stanno offendendo i moderati e i cattolici di questa nazione. Il PDL non può mancare nella scena politica italiana. Va ricostruito tenendo lontano gente come Verdini, Alfano, Casini, Lega Nord, va ricostruito consapevole che l’Italia è piena di moderati che non si rivedono nelle politiche del PD e non si rivedono nei tradimenti da parte di chi oggi siede a tavola insieme a Renzi, oppure fanno politiche dei doppi forni per custodire preziosamente la poltrona.

Gli italiani hanno bisogno di nuovo di una bussola che si riveda nell’area moderata e di destra moderata. Ma ciò si può ottenere se si creano le condizioni giuste per tenere fuori tutti i nonni del centrodestra, rimpiazzandoli con idee nuove e innovative, rispettose degli ideali e valori della destra liberale italiana. Berlusconi deve farsene una ragione facendosi da parte, ma lavorando dietro le quinte, come fanno tanti altri autorevoli politici,  per costruire insieme ai giovani un progetto politico che possa dare di nuovo un punto di riferimento ai tanti moderati italiani.